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ESCLUSIVA MN - J.L. Vidigal: "Leão si montò la testa dopo lo Scudetto. Pensava di essere il numero uno, ma lo era soltanto in Italia. Il Milan sbagliò a non venderlo subito"

ESCLUSIVA MN - J.L. Vidigal: "Leão si montò la testa dopo lo Scudetto. Pensava di essere il numero uno, ma lo era soltanto in Italia. Il Milan sbagliò a non venderlo subito"MilanNews.it
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Oggi alle 10:08ESCLUSIVE MN
di Redazione MilanNews
L’ex centrocampista portoghese di Livorno, Udinese e Napoli, José Luis Vidigal ha parlato ai nostri microfoni di Rafael Leao

L’ex centrocampista portoghese di Livorno, Udinese e Napoli, José Luis Vidigal intervistato da MilanNews a Lens da Alessandro Schiavone, conosce bene Rafael Leão: ai tempi dello Sporting Lisbona era direttore dell’Academia del club e ha seguito da vicino la crescita del talento rossonero. A distanza di anni, il suo giudizio è netto: dopo lo Scudetto del 2022, qualcosa si è incrinato nell’atteggiamento del numero 10, mentre il Milan avrebbe dovuto cogliere l’occasione per cederlo e riportarlo con i piedi per terra dopo il trionfo di Sassuolo.

Che idea si è fatto di Rafael Leão? Doveva spaccare il mondo e, nel 2022, quasi tutti pensavano che prima o poi sarebbe andato in una big della Premier League o della Liga, oppure che sarebbe diventato il fulcro del nuovo grande Milan. Ma niente di tutto ciò si è avverato.

"Eh sì. Io sono stato il direttore dell’Academia dello Sporting e, perciò, ho contribuito alla crescita di Leão, così come a quella di Nuno Mendes, che oggi gioca al Paris Saint-Germain. Tutti questi giocatori hanno talento da vendere. Però, ogni tanto, sbagliano l’atteggiamento. E c’è stato un momento in cui Leão l’ha combinata grossa…".

Quando?

"L’anno successivo a quello in cui è stato il numero uno della Serie A. Forse in quel momento non ha sbagliato soltanto lui, ma anche il Milan: era arrivato il momento di lasciarlo andare. Così, forse, avrebbe capito che non era affatto il numero uno che pensava di essere. Si dice sempre che non è difficile arrivare al top, ma piuttosto rimanerci. E lui ha fatto un po’ di fatica a convivere con questo status di numero uno sulle spalle. Il numero 1 lo era ma solo in Serie A …". 

Ma davvero c’è stato un momento in cui è stato il numero uno?

"Come ho detto: il numero uno in Italia… Nella stagione dello Scudetto è stato incredibile, ha fatto la differenza. Ma qualcuno non ha saputo fare la mossa giusta per riportarlo con i piedi per terra. Sì, il club non lo ha gestito bene".