Nesta ricorda: "Il giorno all'arrivo al Milan stavo veramente male, per questo Galliani mi riprese a Pressing"

Nesta ricorda: "Il giorno all'arrivo al Milan stavo veramente male, per questo Galliani mi riprese a Pressing"MilanNews.it
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Oggi alle 10:30Gli ex
di Lorenzo De Angelis

Intervistato dai colleghi de Il Corriere della Sera in occasione dei suoi 50 anni, Alessandro Nesta ha ripercorso alcuni dei momenti più emozionanti della sua carriera calcistica, ricordando ovviamente anche quelli in maglia Milan. 

1 settembre 2002: si affaccia al balcone dell’Hotel Gallia per salutare i tifosi del Milan. Lo sa che aveva una faccia da funerale?
"Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato “vai, anche quest’anno è andata”. E invece a fine sessione avvisarono me e Crespo che eravamo stati ceduti. Il meglio però avvenne la sera".

Cioè?
"Con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: “Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici”".

Quando cambiò idea?
"Sono andato forte quando ho capito che non ero arrivato solo nella squadra migliore del mondo, ma nel club in quel momento al top per organizzazione, visione e capacità economica". 

La partita che non dimenticherà?
"La finale di Manchester del 2003 con la Juve. È stata la mia prima. Poi da lì è diventato un obbligo arrivare in fondo alla Champions".

Il compagno con maggior talento?
"Andrea Pirlo. Sapevo che era bravo, ma solo quando ho potuto lavorare con lui mi sono accorto che era geniale". 

L’esempio da seguire?
"Paolo Maldini. Quando sono arrivato a Milano e ho visto che, pur non essendo un ragazzino, andava sempre a 300 all’ora ho capito perché il Milan vinceva sempre e noi alla Lazio ci aggrappavamo a un sacco di scuse per giustificare gli insuccessi". 

Il giocatore con cui ha discusso di più?
"Seedorf. Abbiamo avuto tanti scontri, ma le nostre liti erano sempre per il bene del Milan. Siamo molto amici, una volta doveva andare a Los Angeles e mi ha lasciato suo figlio a Miami per tre giorni".

Allegri è l’uomo della riscossa del Milan?
"Quando l’ho avuto come tecnico ho discusso molto per il mio amico Pirlo: per me era inconcepibile che non fosse il perno della squadra. Per Max che arrivava da Cagliari non era facile entrare in uno spogliatoio di campioni che avevano vinto tutto ed erano a fine ciclo. Ora è molto più deciso, forte di tutte le esperienze e vittorie che ha ottenuto".