Under 18: Niccolò Balesini, il leader d'arte che si ispira a De Rossi

10.03.2021 19:03 di Redazione MilanNews Twitter:    vedi letture
Under 18: Niccolò Balesini, il leader d'arte che si ispira a De Rossi
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Dopo il lunghissimo stop obbligato dalla situazione che stiamo vivendo, tornano finalmente a calcare i campi anche le categorie giovanili. Non fanno eccezione i ragazzi di Terni e Visconti - primo e secondo allenatore dell' Under 18 del Milan - di cui Niccolò Balesini ne è stato fiero capitano. Originario di Erba in provincia di Como, il Classe 2003 e figlio d'arte di quel Claudio anche lui con un passato nelle giovanili rossonere, Niccolò veste la maglia del Milan dall'età di 9 anni quando, selezionato da Mauro Bianchessi, passa dall'Atalanta al Milan al tempo allenato da mister Frigerio. Dura mezzo girone il periodo di rodaggio, giusto il tempo di prendere confidenza con gli assetti di squadra di un gruppo già forte ed amalgamato, poi dalla seconda metà di campionato, e per tutte le successive 8 stagioni consecutive, Niccolò non lascerà mai il posto da titolare e guiderà per molte stagioni i suoi compagni con la fascia al braccio. Comincia la sua carriera nel suo ruolo naturale, da centrocampista centrale, e lo farà per ben 5 stagioni riuscendo a realizzare una media di circa 5-6 gol a campionato. Le sue ottime capacità tecniche lo rendono adatto alla costruzione dal basso, e così dai tempi dei giovanissimi nazionali viene schierato nel ruolo di difensore centrale, posizione che occupa in campo da ormai 3 stagioni in cui è comunque riuscito a mantenere una media di 1-2 gol. Cambiare ruolo per un giovane della sua età può essere destabilizzante, soprattutto in un momento di crescita in cui si forma la personalità e lo stile di gioco, ma a guardare giocare Niccolò ci si rende conto come abbia saputo metabolizzare l'adattamento al nuovo ruolo acquisendo un elemento fondamentale del giocatore moderno: la duttilità, che sommata all'ampia visione di gioco, all'abilità nel gioco aereo e alla grande determinazione nei contrasti, fanno di lui un giocatore completo, utile sia in fase di copertura che d'impostazione. Con i mister Morin, Galbiati e Bertuzzo prima ed il duo Visconti-Terni ora, ha avuto modo di migliorare moltissimo da difensore lavorando sulla marcatura e sulla lettura delle situazioni pericolose, mentre da centrocampista ha sviluppato la capacità non comune di riconoscere il momento in cui compiere una giocata in sicurezza o quando rischiarne una con elevato coefficente di difficoltà. Abbiamo avuto modo di scambiare con lui due chiacchiere, e di chiedergli come si vive sulla pelle il "peso" dell'essere figlio d'arte e quanto può essere importante una figura di un padre professionista per un ragazzo della sua età che aspira a raggiungere determinati traguardi. "Mio padre, data la sua esperienza nel calcio, rappresenta la mia guida ed il mio sostegno, mi ha sempre aiutato a superare i momenti difficili e a rimanere umile, insegnandomi l'importanza del lavoro, dell'impegno e del rispetto delle regole - ha confidato Niccolò - mi ha sempre lasciato la libertà di vivere questa mia esperienza seguendo il mio percorso, senza farmi pressioni o confronti e senza il peso delle aspettative. Credo sia questo l'atteggiamento giusto per un ragazzo che sogna di diventare calciatore". C'è stato poi spazio anche per un'ultima domanda, ovvero quale fosse il suo calciatore di riferimento, ma su questa non ha avuto esitazione. "Ho sempre ammirato e mi piacerebbe emulare Daniele De Rossi per la sua grinta ma soprattuto per la sua capacità di essere leader". Idee chiare dunque quelle di Niccolò che, seppure ancora un ragazzo, ha già la mentalità di chi sa dove desidera arrivare e soprattutto come farlo.

Approfondimento a cura di Luca Paglia