Balotelli catalizzatore di attenzione: ma il Milan deve rimanere ancorato a tutti i suoi talenti per compiere l'impresa

Balotelli catalizzatore di attenzione: ma il Milan deve rimanere ancorato a tutti i suoi talenti per compiere l'impresa
© foto di Giulia Polloli
mercoledì 13 febbraio 2013, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

No, Balotelli non twitta. Ma fa gol e in due partite ha siglato ben tre reti, compresi i due rigori che lo rendono infallibile dal dischetto. Non è bastato però Balotelli per avere la meglio su un Cagliari forte del fattore campo che ha disorientato le attenzioni della vigilia. Un Milan che non è stato perfetto soprattutto nel reparto arretrato, vero tallone d’Achille della formazione rossonera che dovrà rivedere non solo gli interpreti ma anche le dinamiche del modulo difensivo. Magari con l’inserimento di Zaccardo, che scalpita soprattutto perché potrebbe esordire da ex proprio contro il Parma.  Se Mexes e Zapata sono sicuramente rimandati, non si può dire lo stesso di De Sciglio e del ritorno di Abate, artefice di una gara ad alto livello nelle due fasi, offensiva e difensiva. Il Milan dunque approccia all’anticipo con il Parma con la fame di vittoria per cercare di arrivare poi al derby senza più perdere terreno nei confronti e, dei cugini nerazzurri, e del terzo posto, quello che ormai fino alla nausea sarà indicato come obiettivo stagionale.
Non importa se poi nel mentre il Milan giocherà la sua chance per rimanere ancorato al traino europeo contro il Barcellona, in quello che a ragione viene quasi definito il “Clasico” degli ultimi anni. Un cammino in salita per la formazione di Allegri che è attesa da scontri diretti importanti. Dopo l’Inter, la Lazio di Petkovic che seppur con andamento altalenante rimane sempre ancorata sul gradino più basso del podio, ambito però anche dalle due milanesi.
Se Balotelli dunque dovrà caricarsi la squadra sulle spalle nel cammino tutto italiano, toccherà a El Shaarawy ritrovare la giusta dimestichezza con il gol nelle notte europee. Ma non solo. Il Faraone è apparso un po’ opaco nell’ultima gara, ma non bisogna creare allarmismi o falsi problemi: è assolutamente fisiologico che un ragazzo così giovane possa accusare il colpo dopo il una serie di gare in cui non ha risparmiato un solo muscolo del suo corpo, un solo neurone della sua mente, un solo battito del suo cuore per la causa Milan. Inoltre è titolare inamovibile anche nell’Italia di Prandelli e dunque un leggero calo di energia è assolutamente giustificabile.

Senza tralasciare il fatto che ora con Mario Balotelli al fianco, Stephan a tratti si traveste da gregario, perché la platea vuole così, almeno ora. Non dimentichiamoci poi del talento Niang, che ha margini di crescita talmente alti da fare rizzare davvero i capelli sulla testa. La grande delusione in questo momento è lo scarso utilizzo, dovuto ad una forma non all’altezza della situazione, di Robinho. La mancata partenza verso i lidi brasiliani deve aver lasciato qualche strascico nello stato di forma dell’attaccante rossonero, ma Allegri gli ha concesso uno spezzone anche a Cagliari, che però non ha sortito gli effetti sperati. E anche Bojan sembra essere ancora un oggetto misterioso, nonostante avesse trovato una forte intesa proprio con El Shaarawy prima della sosta natalizia. Il caso Boateng poi esula da qualsiasi considerazione prettamente tecnica. Il giocatore sa essere determinante soprattutto se messo in condizione di potersi esprimere al di fuori degli schemi. Eppure in qualsiasi ruolo Allegri lo abbia provato, il ghanese appare il fantasma di se stesso. Dalla partenza di Ibra, il Milan attende di capire se Prince possa essere considerato patrimonio rossonero oppure se debba essere messo sul mercato in attesa di un acquirente degno di nota. Le sue apparizioni generano, ultimamente, pochi applausi e tanti rimpianti, perché negli occhi di tifosi e dirigenti è rimasto il ricordo del suo moonwalk, a consacrazione di una stagione che l’aveva reso davvero protagonista a S.Siro.
Il  Milan ha bisogno di tutti i suoi uomini in questo tour de force che lo vedrà giocarsi le carte di un’intera stagione nell’arco di qualche settimana. Allegri ha bisogno di poter contare sui suoi campioni, sui cavalli di razza della scuderia rossonera, chiamati a trascinare anche i ronzini in un’impresa epocale. Già, perché ricordiamoci come è iniziata questa stagione, dai bassifondi il Diavolo è risalito fino al paradiso, che però ora non può più attendere.