Caro Mario, Juve-Milan non s'ha da fare!

Caro Mario, Juve-Milan non s'ha da fare!
© foto di Giulia Polloli
sabato 20 aprile 2013, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

La squalifica di Blotelli, ridotta di una sola giornata, non consentirà ad Allegri di poter avere a disposizione l’estro dell’attaccante nella gara che potrebbe rivelarsi tra le più importanti della stagione. C’era da aspettarselo. Ridurre la squalifica di due giornate voleva dire screditare l’operato dell’assistente dell’arbitro, autore del referto che ha fatto sì che la giustizia sportiva si pronunciasse nel modo che ormai conosciamo. Mario dunque tornerà abile e arruolabile per la partita contro il Catania, in quel di S.Siro.

Dunque ancora una volta le prove televisive, l’evidenza dei fatti, passano in secondo piano rispetto alle parole scritte su un pezzo di carta, rese praticamente incontestabili dall’aurea sacrale che circonda la classe arbitrale. In ogni categoria si assiste impotenti a queste situazioni e, se in serie A, almeno si può sperare di poter avere ragione grazie alle immagini, nei campi di periferia si assiste a volte allo scempio più assoluto. Questo è sintomo di una sola cosa: la classe arbitrale sta perdendo in qualità. Anche una volta i direttori di gara sbagliavano, solo che non agivano costantemente assediati da telecamere, moviole, opinionisti e chi più ne ha più ne metta.

Senza entrare nel merito del singolo caso, perché già affrontato, a volte però ci si chiede se un po’ di buonsenso riuscirà, prima o poi,ad avere la precedenza in sede di giudizio.

Torniamo al calcio giocato e all’attesa sfida che si consumerà in posticipo allo Juventus Stadium, tempio del calcio moderno, icona dello stile Juve e modello per i nuovi progetti-stadio di cui l’Italia ha immensamente bisogno. Si parla sempre del gap che separa l’Italia dal resto dell’Europa in quanto ad infrastrutture: ecco dunque che bisogna ragionare proprio in questa direzione, come più volte Galliani ha sottolineato in circostanze tanto diverse tra oro da avvalorare ancora di più la sua tesi. Durante la video chat con Gazzetta dello Sport, l’AD del Milan è tornato sulla questione S.Siro, definendolo la casa del Milan. Magari un po’ obsoleta, di certo bisognosa di modifiche e interventi che possano riportare all’antico splendore uno degli stadi che più racchiudono emozioni.

Allegri ritrova il capitano Ambrosini al centro della mediana, luogo nevralgico del gioco rossonero, affidato solitamente al talento di Montolivo che contro la Juve dovrebbe tornare a giocare sulla destra, nel ruolo che in effetti lo vede esprimersi ai più alti livelli. In difesa ancora qualche dubbio circa l’utilizzo di De Sciglio che in una intervista a “La Stampa” e con le parole rilasciate a Mediaset, ha dimostrato di aver superato l’esame da campione. Il paragone con Maldini probabilmente è la benzina da mettere nel fuoco sacro della gloria che, se continueranno le prestazioni di livello del giovanissimo difensore, diventerà talmente acclarata da non aver bisogno di ulteriori paragoni o step per esplodere. Eppure Allegri preferisce dosare l’utilizzo dei suoi giovani talenti, forse perché meglio di chiunque li conosce. Lo stesso accadde a Mattia in contesto europeo, contro quel Barcellona dei marziani che forse il suo talento puro avrebbe saputo ridimensionare. Ma si guarda avanti e si profila una gara intensa per chiunque si trovi a dover arginare gli attacchi bianconeri. Galliani ha dichiarato che il Milan si muoverà in primis per operazioni di mercato che possano coinvolgere dei difensori. I nomi rimangono sempre i soliti, così come rimane ancora l’amaro in bocca per aver perso un giocatore come Thiago Silva, e non è che il rendimento altalenante al PSG faccia star meglio i dirigenti rossoneri. In effetti quello che è mancato al Milan è quella sicurezza in più in difesa, quel continuo andirivieni nel ruolo di centrale, non ha consentito l’assestamento davanti ai pali di Abbiati della diga che consente all’avversario di infrangersi e spegnersi, senza valicare la linea dell’area.

L’ipotesi Ogbonna rimane quella più avvalorata, il costo fissato per il suo riscatto si aggirerebbe intorno ai 15 milioni di euro . Una cifra importante, tamponabile dal non riscatto di un Zapata che forse non ha mai convinto completamente del suo valore. Inoltre il Milan ha già in casa un giocatore interessante per quel ruolo, quel Salamon che sta lavorando duramente a Milanello per ritagliarsi un posto nelle idee di Allegri. Dovrebbe rinnovare Bonera che, nonostante lo scarno utilizzo, ha sempre quell’esperienza da condividere, soprattutto con le nuove leve. Il Milan potrebbe salutare anche Mario Yepes che, senza una colonna portante come Nesta o Tiago Silva è apparso quasi sempre perso nelle retrovie. Senza dimenticare Zaccardo, anch’egli poco utilizzato al centro della difesa. Inoltre, per la politica volta ad alleggerire il monte ingaggi, anche Mexes potrebbe essere a rischio addio, ma solo i prossimi mesi saranno davvero poeti delle nuove rime rossonere.

L’attacco del Milan per ottenere i tre punti vitali in casa Juve dovrebbe essere affidato all’esperienza di Pazzini sorretto da El Shaarawy, sempre al centro di un caso che però sembra basato sul nulla. Allegri non ha mai smesso di credere in lui e lui sembra essere assolutamente in pace con il tecnico, che difende a spada tratta ogni volta. La sua giovane età a volte lascia trapelare emozioni che sono talmente istintive quanto fatue, pronte a scomparire nel nulla come un lampo in un temporale. Stepan ha rialzato la cresta, è pronto per la sfida contro i bianconeri. Ha voglia di lottare per la vittoria e per al squadra, la sua squadra, quella che ha confidato, vorrebbe rimanesse la sua casa per molto tempo ancora.