Milan - Kakà: questo matrimonio s'ha da fare!... O no? Balotelli rimane un'incognita mentre prosegue la strategia per il green Milan
La strada per Milanello sembrava ormai spianata, il rotolo di tappeto rosso pronto ad essere steso. Riky aveva fatto il suo sacrificio, incurante del fatto che avrebbe lasciato sulla strada milioni di euro. Ma all’improvviso la doccia fredda, che rompe il cerimoniale o, forse, lo posticipa solo di un po’. Il Real Madrid ha sentito i suoi fiscalisti: il prestito non s’ha da fare. Le cifre nelle casse del club spagnolo non tornano e dunque Florentino Perez non può forzare la mano in consiglio dove, peraltro, sembrano un unico coro le molte voci che si sono levate al cielo: non si presta Kakà. O almeno non nei termini trovati da via Turati.
Galliani aveva dato per chiusa la trattativa nella giornata di lunedì, ma il forte clamore scatenato da questo fallimento forse è stato la benzina nel motore per lasciare gli spiragli di trattativa aperti, in attesa, forse dell’intervento dall’alto di qualche evento imponderabile.
Kakà rimane dunque in una sorta di limbo, in attesa di poter tornare, paradossalmente, all’inferno, quello a tinte rossonere che tanto l’ha reso felice.
Il calcio purtroppo non contempla i sentimenti, se questi non sono monetizzabili. E ovviamente, seppur a malincuore, è normale capire le motivazioni sottese al no del Real. Il costo del cartellino di Kakà è stato un esborso clamoroso, non ci si può certo aspettare che Florentino passi sopra l’intero consiglio di amministrazione per consolidare il rapporto di amicizia che lo lega a Galliani, o forse solo per lasciar andare quel ragazzo che da quando è a Madrid ha perso il sorriso. Gli affari prima di tutto, il resto dovrà attendere. Ma non sono ancora tramontate le speranze, il mercato chiude il 31 di gennaio e qualche graffiata rossonera cercherà di incidere la pelle dei blancos.
Intanto si lavora su altri campi.
Da Brescia danno per certo il trasferimento di Salamon al Milan. Il duttile centrocampista polacco, ieri a disposizione del Brescia nella gara contro il Varese, potrebbe dunque andare a tamponare l’emorragia in mediana, senza dimenticare la propensione del giocatore a vestire anche i panni di difensore centrale.
La partita contro il Bologna ha messo in luce la difficoltà dei rossoneri ad essere decisivi sotto porta. Pazzini con una doppietta magistrale ha dato la scossa, ha dimostrato di avere ancora frecce nella sua faretra da poter spendere per la causa, El Shaarawy è alla seconda prestazione senza reti, ma no deve cedrto preoccupare. Il Milan può contare su giovani talenti che in prospettiva faranno nuovamente grande la squadra, ma il pubblico vuole il colpo altisonante. Le suppliche dei tifosi sembrano volgersi, ora, verso Manchester, da dove si attendono notizie per capire se si può sperare nell’arrivo, prima o poi, di Balotelli. Non è certo un affare facile, la differenza tra domanda e offerta è notevole, le strategie per portare in rossonero l’ex interista non sono ancora chiare, ma di certo esistono.
Intanto il mondo del calcio è scosso dalla morte di Riccardo Garrone. Il presidente della Sampdoria si è spento all’età di 76 anni, in silenzio, con discrezione, come a non voler disturbare. Personalmente conobbi Garrone nell’estate del 2010 quando, con la sua Sampdoria, venne a Verbania in amichevole. Persona squisita, di un’educazione retrò, gentleman e al contempo persona semplice. La mia commozione alla notizia si trasforma così in un messaggio di cordoglio per la famiglia, per tutte le persone che gli erano accanto.

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