Amorim tranquillo: “Critiche di Cardinale? Normale giornata di lavoro. Sono un ragazzo normale con principi chiari”

Amorim tranquillo: “Critiche di Cardinale? Normale giornata di lavoro. Sono un ragazzo normale con principi chiari”MilanNews.it
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Oggi alle 20:10News
di Andrea La Manna

Ruben Amorim ha da poco parlato nella conferenza stampa pre-partita di Salisburgo Milan, match in programma domani alle ore 18:45. Di seguito un estratto delle sue parole.

Anche Cardinale ha fatto trapelare delle critiche... In questi giorni vi siete sentiti? 

"Se ho capito bene la domanda è sul rapporto con Gerry e sulle critiche... Non ho avvertito nulla: solo una conversazione sul futuro, una conversazione sulla preparazione estiva insieme ad alcune persone della dirigenza per scegliere anche il luogo del prossimo ritiro. Quindi è stata una normale giornata di lavoro. Non ho percepito nulla, è stato un giorno come un altro".

Salisburgo è la città di Mozart... Qual è il flauto magico del Milan? Il gioco o i campioni? Lei può lavorare, ma se non viene il campione alla fine. Flauto magico: gioco o campioni?

"Quello che so, tra gioco e campioni, è che le due cose sono collegate. Puoi avere grandi giocatori, ma se non giocano allo stesso modo, non hai una squadra. Allo stesso tempo, se vuoi fare cose diverse, cose di altissimo livello e avere il possesso palla, ma non hai buoni giocatori, è ugualmente impossibile. Se non hai giocatori veloci, non puoi giocare uno contro uno dietro; se non sei alto, non puoi fare molti gol su calcio piazzato. Quindi penso che tutto sia interconnesso. La cosa bella del calcio è che a volte puoi vincere senza i giocatori migliori, ma puoi anche perdere rovinosamente pur avendo i migliori in rosa. Per questo è difficile nel calcio isolare un singolo elemento o avere una formula certa per vincere: si può vincere in modi diversi. La cosa importante per me è divertirsi, e bisogna dare tutto per la squadra: questo è l'aspetto fondamentale che cerco nei miei giocatori. E poi devono giocare un buon calcio... A me piacciono i giocatori molto forti. Mi piacciono i difensori che pensano come un numero 10, mi piacciono i difensori che sanno osare con il pallone e che sanno marcare l'uomo uno contro uno. Quindi, per risponderti: io non sono Mozart, sono ben lontano da quello. Sono un ragazzo normale che ha principi chiari, a cui piacciono i giocatori molto forti, ma che ama soprattutto i calciatori che danno tutto per la squadra. Questa è la cosa principale".