Badelj: "Magari Retegui al Milan non segnerebbe 40 gol, ma potrebbe conquistare lo scudetto grazie a quei 15 centri pesantissimi"
Intervistato dai colleghi di Tuttosport, l'ex capitano del Genoa Milan Badelj ha parlato di Mateo Retegui, cavalcando l'onda delle notizie che vedrebbero il club rossonero interessato all'attaccante italo-argentino, oggi all'Al-Qadsiah: "Uno come lui, in una squadra forte come quella rossonera, che porta gli attaccanti dentro l'area, può esaltare le proprie caratteristiche. Per me è sicuramente in grado di essere il numero 9 del Milan. Ha il gol nel sangue".
Pensa che Retegui sia pronto per guidare l’attacco del Milan?
"Sì. Lui il gol lo sente. È un attaccante che se la partita è morta, non sta succedendo niente di che, riesce a dare una scossa improvvisa. È uno che la indirizza la gara grazie alla sua concretezza. Può fare la differenza per fame e capacità realizzativa".
Lo paragonerebbe a Gilardino o Inzaghi?
"Per me loro erano dei fenomeni. Non sono oggettivo su di loro. Retegui fa parte del livello massimo degli attaccanti europei".
Sarebbe un bene anche per la nazionale se tornasse in Italia?
"Quello senza discussione. Non voglio parlare del livello qualitativo dell'Arabia Saudita, ma è bello vedere i giocatori forti nei campionati top come la Serie A".
Allegri gli farebbe fare un ulteriore step? Potrebbe essere il futuro capocannoniere della A?
"A livello teorico sì. Però il punto è che Mateo potrebbe segnare quei 15 gol pesanti che ti portano punti decisivi. All’Atalanta si è esaltato a livello di marcature segnando tantissimo. Al Milan, che magari gioca in modo più conservativo, potrebbe essere determinante in quelle partite equilibrate, bloccate, dove serve la giocata per essere decisivi. Questa è anche la bellezza del calcio, perché ci sono tanti modi e stili di gioco con cui puoi vincere. Magari Retegui al Milan non segnerebbe 40 gol, ma potrebbe conquistare lo scudetto grazie a quei 15 centri pesantissimi che varrebbero moltissimo per la squadra. A tal proposito le svelo una cosa: Mateo non è uno di quei classici attaccanti che sta male se non segna. Preferisce il risultato di squadra, alla gloria personale. Se va a segno, ma il team perde, è triste in ogni caso. Al contrario, se non segna, ma si battono i rivali, è felice. E questo comunque per un gruppo è un fattore importante".

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