Condò sul Milan: "Ogni giorno che passa è sempre più in ritardo"

Condò sul Milan: "Ogni giorno che passa è sempre più in ritardo"MilanNews.it
Il giornalista Paolo Condò ha commentato il ritardo del Milan che a metà giugno è ancora senza dirigenza e senza allenatore

Paolo Condò, intervenuto su Corriere TV, ha parlato così del futuro della panchina del Milan: "Le indiscrezioni più recenti dicono che dopo Iraola, Glasner, Slot e Jaissle la pallina della roulette potrebbe fermarsi sulla casella di Rubén Amorim, tecnico portoghese di buon curriculum visto che ha vinto due campionati con lo Sporting, e che ha sì fallito al Manchester United, ma in una piazza che dopo il ritiro di Sir Alex Ferguson non ha più trovato pace. È passato soltanto un anno dal doppio crac portoghese di Fonseca e Conceicao, ma la vulgata che circonda il Milan di Cardinale è che le colpe degli allenatori siano sempre inferiori a quelle dei dirigenti, perennemente coinvolti in lotte intestine e dunque impegnati a sabotare i tecnici scelti dalle altre fazioni. Si sa per esempio che Allegri, quando il secondo posto pareva blindato, in previsione del mercato aveva detto alla società che sarebbe stato meglio cedere Tomori, Fofana e Leao al miglior offerente per accumulare un tesoretto da reinvestire. I tre vennero informati della cosa in tempo reale, 'non trovarono più le motivazioni', e la squadra sparì dal campo fino al disastro finale della mancata qualificazione alla Champions.

L’ombra di Ibrahimovic si staglia su questi eventi, ma la prima responsabilità è di Cardinale che ha rilevato il Milan senza i soldi per guidarlo in autonomia. Intendiamoci, la finanza serve esattamente a questo: ad aiutarti a inghiottire un grosso boccone, dandoti il tempo per digerirlo. Ma quando accendo un mutuo per acquistare una casa, alla banca interessa che paghi le rate puntualmente, non come divido gli spazi dell’appartamento. Cardinale invece s’è fatto prestare i soldi dal fondo Elliott permettendogli di continuare a comandare con Furlani e Scaroni, e ora che pare essersi liberato del primo deve rendere conto a Zlatan, che ha coinvolto in RedBird con un cospicuo investimento, delle proprie scelte. L’opzione Rangnick, uno che alla Red Bull ha dimostrato di saper fabbricare un ecosistema calcistico funzionante, è stata bocciata da Ibra perché gli avrebbe sottratto potere. E ogni giorno che passa il Milan è sempre più in ritardo".