Contro il Como, il Milan ha raggiunto un traguardo per la terza volta: ecco quale
Un pareggio amaro per il Milan contro il Como, ma prosegue la striscia di imbattibilità. Il Diavolo (24: 15V, 9N) è rimasto imbattuto per almeno 24 match per la terza volta in una singola stagione di Serie A (24 gare tra dicembre 1950 e maggio 1951 e i 34 match dell'intero campionato 1991/92).
Perdonate Maignan, scoprite Jashari. Mariani fischia ancora contro. Scaroni: da 8 anni non fa il presidente
di Franco Ordine
Può capitare. Può capitare anche al gigante della stagione, Mike Maignan, di prendersi una licenza e di consegnare l’unica palla gol pulita della serata al Como. Può capitare ma l’importante è stato limitare i danni perché una eventuale sconfitta avrebbe provocato un contraccolpo a Milanello e nel campionato così da rimescolare tutte le carte e anche la corsa alla Champions.
Nell’occasione, dopo aver visto brillare come al solito il genio balistico di Modric, dobbiamo scoprire il valore di questo ragazzo rimasto sul lettino dell’infermeria per troppo tempo e soltanto ora rimesso in salute con capacità di entrare con autorità nel Milan e a San Siro da protagonista. Parlo di Jashari, naturalmente e non soltanto per quel lancio nei confronti di Leao, una vera prodezza balistica capace di esaltare la vena di Rafa che fino a quel momento aveva vissuto di stenti e di pochissimo spazio. Probabilmente il Milan ha in casa l’erede dichiarato di Modric e quindi ha il futuro assicurato in quel ruolo. Il nodo di fondo resta sempre quello su cui ho insistito nelle puntate precedenti.
E cioè la salute di Leao e Pulisic. Sono loro due che spostano gli equilibri di questo Milan in attacco. Sono loro che guidano la classifica rossonera dei gol. Sono loro due che devono salire di condizione perché si possa fare un doppio passo avanti tra Parma e Cremona. Un peccato l’infortunio di Pavlovic, da quella parte il Como non aveva in pratica mai procurato nessun tipo di pericolo nel primo tempo. Ha fatto benissimo Leao nel finale rivolgendosi ai tifosi: “I fischi ora no, dobbiamo restare tutti uniti”. Ha perfettamente ragione.
ARBITRO MARIANI- Ancora una volta l’arbitro Mariani ha avuto qualche fischio mancato ma una condotta in apparenza ostile nei confronti del Milan. In particolare, non avendo capito nulla di quello che è capitato tra Fabregas e Saelemaekers (il tecnico ha avuto un battibecco con il belga dopo averlo irregolarmente trattenuto, infatti ha chiesto scusa a fine partita; ndr), ha mostrato il cartellino rosso ad Allegri senza alcun motivo. Signori: non è il primo episodio di un pregiudizio. È l’ennesimo.
Ricordo per i senza memoria la finale di coppa Italia a Roma col Bologna (gomitata di Beukema allo stomaco di Gabbia) per sorvolare sul recente Milan-Genoa. Il problema però non è Mariani, il problema è come al solito politico. E qui mi viene in mente quello che ha dichiarato di recente il presidente Paolo Scaroni. La frase è stata la seguente: “Sono presidente del Milan da 8 anni e qualche volta me ne dimentico”. Ecco: se ne dimentica da 8 anni per la verità perché se, per esempio, il Milan si ritrova con il numero maggiore di squalificati negli ultimi 5 anni, vuol dire che il club viene considerato come una provinciale! Poi Scaroni ha aggiunto che cerca di copiare da Marotta. Ecco: qui fa benissimo. Ma dovrebbe fare un corso accelerato di qualche anno per riuscire a pareggiare l’esperienza del presidente interista.
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