La mentalità di Maignan: "Sono molto esigente su di me e anche verso gli altri, forse anche troppo"
Mike Maignan ha rilasciato queste dichiarazioni durante il documentario "Beyond the Magic", pubblicato sui canali ufficiali del Milan e su DAZN:
Ancora sulla sua mentalità: "Oggi ho 30 anni. Se non cadi non puoi arrivare più in alto. Se cadi sai quanto fa male cadere. Sono molto esigente su di me e anche verso gli altri, forse anche troppo. Devo capire che non siamo tutti uguali, devi capire anche come la pensano gli altri".
Un derby durato 5 secondi. Le traveggole di Massimo Mauro. I progetti di Cardinale
di Luca Serafini @lucaserafini4
Nessuna analisi tattica, nessuna rivisitazione tecnica (per esempio dell’azione con cui il Milan ha segnato e quella delle occasioni di Mkhtaryan), nessun approfondimento sul motivo per un l’Inter non vince uno scontro diretto e anche a pagarlo, se non 11 contro 10, o i rossoneri disperdano punti al vento con le squadre più deboli. Niente di niente: solo il braccio di Ricci, vivisezionato faziosamente da una sponda e dall’altra a seconda della sciarpa, dell’azienda, in barba al regolamento e a tutto il resto. Dell’accerchiamento di Doveri a fine partita non ha parlato nessuno.
Massimo Mauro, per dire, è stato l’emblema di questo scempio culturale mistificando la cronaca: si è dimenticato delle occasioni di Modric, Saelemakers, Fofana, Leao (2) sostenendo che il Milan non abbia fatto niente di più dell’Inter. Che di occasioni, per la cronaca, ne ha avute solo 2: quelle appunto di Mkhtaryan e Dimarco da errore enorme di Estupinian. Punto.
Fa niente. La storia racconta che il Milan abbia vinto 5 degli ultimi 7 derby contro la corazzata e 2 li abbia pareggiati. A -7 c’è poco da fare i ganassa, ma numeri e statistiche parlano di una differenza non così ampia. Il miracolo sta nei punti del Milan, non nel primato dell’Inter: per questo certa stampa sta cercando di impacchettare Allegri verso Madrid e Modric verso l’addio. Balle sesquipedali, alle quali ogni tanto si potrebbe anche replicare con comunicati ufficiali o dichiarazioni.
Adesso che la qualificazione in Champions è più vicina, si cominciamo a fare i conticini sul mercato. Solita miopia italiana: non è questione di soldi, ma di lungimiranza. Di visione. Bisogna prenderne 2/3 forti, bravi, acclarati. Punto. Possono costare meno di 5/6/7 scommesse. Lasciate fare Tare, Tare e solo lui. In sintonia con Allegri. Cardinale e gli altri facessero il loro: marketing, biglietteria, basket, stadio. Al mercato budget e pieni poteri a Tare, altrimenti si ricomincia di capo. E invece di spargere notizie di telefonate irritate all’AIA, mai avvenute, sarebbe meglio prendere posizione pubbliche.
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