La sorpresa di Maldini a Costacurta per i suoi 60 anni: a Sky tanti aneddoti tra i due amici ed ex compagni rossoneri

La sorpresa di Maldini a Costacurta per i suoi 60 anni: a Sky tanti aneddoti tra i due amici ed ex compagni rossoneriMilanNews.it
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Ieri alle 23:04News
di Manuel Del Vecchio

Nel giorno del suo sessantesimo compleanno lo studio di Sky Sport 24 ha preparato una bella sorpresa per Alessandro Billy Costacurta, leggenda rossonera. L'ex difensore, in collegamento video, pensava di dover raccontare qualche aneddoto, e a specifica richiesta del conduttore se avesse ricevuto gli auguri anche da Maldini racconta di essere rimasto quasi deluso, sempre con un tono scherzoso, perché l'ex compagno gli ha augurato un buon compleanno solo in una chat di gruppo: "Ma non mi stupisce, io e Paolo siamo lombardi, siamo un po' parchi nelle emozioni. Per ora va bene così, aspetto in serata un messaggio personale da lui". 

E a quel punto compare anche Paolo Maldini in collegamento: "Non potevo farteli gli auguri perché avevamo concordato la sorpresa. Tanti auguri Alessandro Billy Costacurta!". Gioia e risate in studio.

Paolo, divertito per la sorpresa riuscita, ha esordito così: "Tanti auguri Alessandro Billy Costacurta. Notavo che in ogni tua foto ci sono anche io, e viceversa. Abbiamo condiviso tante cose, ma quando fanno vedere partite o coppe vinte siamo sempre insieme. Questo mi fa grande piacere, hai 60 anni ma sei un ragazzino. Sei uno dei pochi che riesce a non avere un dolore seppur giocando a padel, calcetto, calcio ancora oggi...".

Costacurta, evidentemente emozionato, ricambia il saluto e si abbandona anche lui ai ricordi: "Io e Paolo abbiamo passato più tempo fra di noi che con le nostre mogli e fidanzate. Abbiamo vissuto veramente tanti momenti insieme. Io ho sempre detto che, se mai mi succedesse qualcosa, sono sicuro che Paolo potrebbe essere la persona adatta a preoccuparsi della mia famiglia. Mi fanno tanto piacere i suoi auguri".

In studio chiedono a Maldini quale sarebbe un aggettivo per descrivere Costacurta: “Un aggettivo per descriverlo sarebbe troppo banale. Anche come calciatore... Se mancava un centrale c'era lui, mancava un terzino e c'era lui... Billy era sempre pronto, un Professore, uso questa parola per descrivere quello che è stato come calciatore e quello che è oggi da commentatore. Faceva tutto ciò che serviva, si metteva sempre a disposizione”.

Billy, abbiamo avuto difficoltà a trovare una tua foto con un trofeo tra i tantissimi che hai vinto: "Paolo ha avuto la fortuna, essendo capitano, di riuscire ad alzare la coppa. Io non riuscivo mai a prenderla perché la dovevano tenere gli altri, e Paolo può confermarlo. Ma adesso faccio anche i nomi: staccarla dalle mani di Pippo (Inzaghi, ndr) o di Ambrosini era molto difficile. Non sto scherzando. Ce l'avevano sempre in mano loro che dovevano fare dei giri. Paolo conferma, altrimenti mi danno del pirla...".

Maldini gli regge il gioco: "Confermo, confermo. Ma devo dire che quando festeggiavamo era uno dei primi ad andare in spogliatoio... A Perugia eravamo insieme da soli nello spogliatoio a festeggiare lo scudetto (ride, ndr). Un po' per protesta, per quello che avevamo passato, un po' perché certi momenti, avendo vissuto gli anni precedenti, ce li volevamo godere alla nostra maniera. Questo racconta un po' il carattere...".

Costacurta: "Noi siamo lombardi, i nostri genitori triestini e veneti. Probabilmente anche la provenienza. Paolo non ha conosciuto mio padre ma io ho conosciuto il suo. Paolo è così perché aveva un papà e una mamma... Inutile che aggiunga che ci ero molto legato anche io ed erano un esempio per tutti noi. Credo che sia un po' caratteriale e tradizionale delle nostre famiglie. C'è questo modo di comportarsi così, con garbo e senza strafare, senza troppi complimenti. Eravamo fatti così".

Maldini ci tiene ad aggiungere: "Ogni tanto ci siamo anche lasciati andare. Con Billy siamo usciti ogni tanto di sera e ci siamo anche divertiti nella nostra vita (ride, ndr). Non siamo sicuramente due bacchettoni. Abbiamo un carattere particolare da quel punto di vista ma ci siamo lasciati andare più di una volta".

Poi arriva il momento delle domande a raffica a Costacurta:

Qual è l'allenatore che hai avuto in carriera e che ritieni più sottovalutato? "Mi sono trovato molto bene, forse era il momento storico per lui, con Zaccheroni. Quando arrivò probabilmente all'inizio non avevo capito stesse arrivando. A me difensore centrale, ma probabilmente anche per Paolo, ci permetteva di avere tante soluzioni di gioco. Sotto questo aspetto è stato sottovalutato, a noi giocatori dava tante opzioni di gioco e a me piaceva".

Invece il peggior allenatore? "Racconto questo aneddoto. Quando arrivò Terim lui crea una situazione di disagio all'interno della squadra quando prima di un Torino-Milan non mi avverte che non mi avrebbe convocato, che mi avrebbe lasciato a casa. Il modus operandi di quella squadra invece era un po' diverso. Lui non mi aveva avvertito, io prendo la mia borsa e salgo sul pullman, ma arriva qualcuno a dirmi che Terim non mi aveva convocato. Sotto questo aspetto Terim è stato il peggior allenatore del mio Milan, il Milan in cui ho giocato".

Maldini: "A volte gli allenatori arrivavano in un momento storico difficile, non è un caso che poi sia durato con meno di tutti gli altri. Ma con mister Terim ho un bellissimo rapporto. È un amico, però succede...  Anche Tabarez, che era un grandissimo signore, è arrivato in un momento difficilissimo, il fallimento non è tanto suo, ma era di tutto l'ambiente. Però sotto un certo punto di vista il rapporto con certi giocatori, che hanno già fatto la storia, deve essere trattato in un'altra maniera”.

Billy, il giocatore più forte con cui hai giocato? Non vale dire Maldini: "No no, non lo dico. Penso a Marco Van Basten, tre Palloni d'Oro e giocava con una caviglia in disordine. A Paolo lo dico sempre, abbiamo giocato con tanti palloni d'oro e probabilmente altrettanti meritavano di vincerlo. Paolo meritava e non l'ha vinto, Franco (Baresi, ndr) meritava e non l'ha vinto, Pirlo e Seedorf erano da Pallone d'Oro... Ho giocato con tanti calciatori fantastici, ma probabilmente Van Basten per quella faccenda dei tre Palloni d'Oro più la caviglia... Sì, forse lui".