Leao va preteso, non svenduto. Scaricarlo è facile, sostituirlo no, quindi il Milan si faccia prima due domande

Leao va preteso, non svenduto. Scaricarlo è facile, sostituirlo no, quindi il Milan si faccia prima due domandeMilanNews.it
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Oggi alle 16:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis

Attorno a Rafael Leao il dibattito è oramai acceso da settimane: c'è chi lo difende, chi lo critica, chi addirittura lo accompagnerebbe volentieri alla porta, complici anche le voci di calciomercato che vedrebbero il portoghese protagonista. Ma la domanda vera è un'altra, molto più scomoda: siamo davvero così sicuri che il Milan possa permettersi di venderlo, magari anche svenderlo, con il rischio concreto di sostituirlo con un giocatore non lontanamente al suo livello? È giusto pretendere di più da uno come lui, ci mancherebbe, però bisogna stare attenti a non confondere la delusione con la lucidità. Perché Leao, anche in una stagione meno brillante del previsto, resta uno dei pochissimi in rosa in grado di spostare gli equilibri. 

Stagione meno scintillante, ma i numeri restano pesanti

Si, quest'anno Leao è sembrato più indolente del solito. Sì, da lui ci si aspetta sempre il salto definitivo, la continuità feroce, la sensazione di dominio totale. Però poi ci sono i numeri, che parlano chiaro: 27 presenze stagionali, 10 gol (quindi doppia cifra) e 3 assist. Non stiamo prlando di un giocatore sparito, ma di uno che, pur convivendo con una pubalgia, ha continuato a incidere e decidere (a modo suo) le partite. È abbastanza? Per uno come Leao no, ma è abbastanza per archiviarlo come un problema e non più come una risorsa? Assolutamente no. Anzi, sarebbe una lettura pericolosamente superficiale. 

Il caso Theo dovrebbe aver insegnato qualcosa 

Il Milan, prima di prendere una decisione così pesante, dovrebbe ricordarsi bene una cosa: scaricare troppo in fretta un top player può essere un autogol, soprattutto se non lo sostituisci con un giocatore all'altezza. Il caso Theo Hernandez lo ha dimostrato in pieno. Per mesi, l'anno scorso, si è sentito dire che "chiunque sarebbe meglio di questo Theo Hernandez", salvo poi rimpiangerne eccome peso, personalità e strappi. Con Leao il rischio è identitco, forse persino maggiore. Anche perché per come si è mossa la proprietà nelle ultime stagioni il timore non è solo perderlo, ma anche rimpiazzarlo con un profilo inferiore. Ecco perché il punto della discussione deve essere questo: da Leao è sacrosanto aspettarsi e pretendere di più, ma pensare di liberarsene con leggerezza sarebbe un errore enorme.