Ricordate Milan-Como in Australia e tutti i fastidi che avrebbe comportato? La FIFA sta lavorando a regole precise per renderlo possibile in futuro
Il tema delle partite di campionato disputate all’estero torna al centro del dibattito internazionale, e questa volta con un possibile cambio di rotta significativo da parte della FIFA. Ricordate tutto il caos mediatico dovuto alla possibilità che Milan-Como si giocasse in Australia, con la squadra di Allegri allora era ancora in piena corsa scudetto? Una situazione che aveva lasciato anche qualche strascico, con alcuni giocatori rossoneri che si erano detti contrari in modo pubblico e diretto, come aveva fatto Rabiot.
Riporta The Guardian che l’organo di governo del calcio mondiale sta infatti lavorando a un nuovo protocollo che punta a regolamentare in modo molto più stringente la possibilità per i club di giocare gare ufficiali fuori dai confini nazionali.
Secondo le indiscrezioni, ogni campionato potrà spostare all’estero soltanto una partita per stagione. Non solo: ogni paese ospitante potrà accogliere al massimo cinque gare “importate” da altre leghe nello stesso anno sportivo. Un limite pensato per evitare squilibri e, soprattutto, per non sovraccaricare mercati particolarmente appetibili come quello statunitense.
I casi che hanno fatto da miccia sono noti. Sia la La Liga sia la Serie A avevano pianificato partite ufficiali rispettivamente a Miami e Perth. In particolare, il match tra Milan e Como era stato inserito nel calendario come evento internazionale, così come Villarreal-Barcellona. Tuttavia, le forti opposizioni politiche e istituzionali hanno portato all’annullamento delle gare, generando tensioni tra federazioni, leghe e organizzatori.
Da qui la necessità di regole più chiare. Il nuovo sistema prevede che ogni richiesta debba ottenere il via libera da tutte le parti coinvolte: federazioni nazionali, confederazioni continentali e federazione del paese ospitante. Solo dopo questo iter il dossier arriverebbe alla FIFA, che manterrebbe comunque un potere di veto finale.
Un aspetto particolarmente delicato riguarda il ruolo delle leghe. Nel nuovo scenario, infatti, i campionati nazionali potrebbero non avere voce in capitolo qualora i club decidessero di portare avanti autonomamente il progetto di giocare all’estero. Una prospettiva che potrebbe aprire a nuovi conflitti interni, anche se realtà come la FA (The Football Association, ndr) hanno già fatto sapere che non autorizzerebbero iniziative contrarie alla volontà della Premier League. Non meno importante è il tema del benessere dei calciatori. La FIFA starebbe valutando con attenzione l’impatto di viaggi intercontinentali e carichi di lavoro, riservandosi la possibilità di bloccare eventuali richieste ritenute eccessivamente gravose.
Sul piano economico, invece, il nuovo protocollo introdurrebbe obblighi precisi: i ricavi generati dalle partite disputate all’estero dovrebbero essere redistribuiti all’interno del sistema calcistico, e andrebbe dimostrato che il campionato del paese ospitante non subisca danni. Inoltre, sarebbero richieste garanzie concrete per i tifosi, inclusi eventuali piani di compensazione per consentire loro di seguire la squadra.
Dietro queste scelte c’è anche una strategia chiara: proteggere e sviluppare mercati come quello della Major League Soccer, evitando un’invasione di club europei attratti dai ricavi del pubblico nordamericano. L’obiettivo della FIFA è arrivare all’approvazione definitiva del protocollo già in vista della prossima stagione, anche se il confronto con stakeholder e istituzioni è ancora in corso. Se si dovesse arrivare ad un punto d’incontro allora un eventuale Milan-Como in Australia sarà veramente possibile, con tutto quello che ne consegue.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan
