Per Serafini il Milan e Leao hanno gli stessi difetti: "La mancanza di continuità e di ferocia nei momenti chiave"

Per Serafini il Milan e Leao hanno gli stessi difetti: "La mancanza di continuità e di ferocia nei momenti chiave"
Oggi alle 20:20News
di Enrico Ferrazzi

Luca Serafini, intervenuto a "Milan Hello" sul canale YouTube di Andrea Longoni, ha rilasciato queste parole: 

Sulla stagione del Milan: "Bisogna distinguere il giudizio sulla stagione e sul campionato: la stagione è terminata presto con l'uscita dalla Coppa Italia e dalla Supercoppa Italiana, mentre il campionato è un signor campionato rispetto ai limiti di questa rosa e di questa squadra. Io riassumo in Leao i difetti e i pregi di questo Milan: la mancanza di continuità e ferocia nei momenti chiave del campionato che era alla portata non per lo scudetto ma almeno per insidiare l'Inter fino alla fine. Forse il piazzamento Champions è appagante per la squadra, quindi dà quasi la sensazione di aver mangiato abbastanza. Ho letto le parole di Branchin, il procuratore di Allegri, e lui ha detto che Max ha sempre parlato correttamente di obiettivo Champions. Io invece ero covinto che nello spogliatoio avesse parlato di scudetto. Forse Allegri è stato più realista di me, si è accorto che questi 60 punti sono giù un miracolo e più di così non si potesse fare. In estate però bisogna intervenire per sistemare quei due o tre punti essenziali affinché il Milan sia competitivo sia in Italia che in Europa". 

Sugli arbitri e il silenzio dei dirigenti milanisti: "I primi a complicare il lavoro degli arbitri sono i giocatori che ormai sono diventati degli attori. Al primo tocco cadono e stanno giù per trenta secondi. Se fossi l'allenatore toglierei subito quel giocatore che ha ingannato tutti. Però senti ex giocatori che tutti dicono che si buttavano, ma non era così. Nel rugby si danno delle botte incredibili, ma non succedono queste cose. Anche al Milan ci sono dei giocatori irritanti in questo senso. Non ne posso più di vedere giocatori che vengono colpiti al petto e si toccano il volto. La questione arbitrale è una cosa italiana, non succede negli altri campionati, è uno scandalo italiano. Io ho detto che non esiste la Marotta League, ma c'è semplicemente un uomo come Marotta che fa molto bene il suo lavoro perchè fa valere le ragioni del suo club, come per esempio in tema di calendari. Quando ho parlato dei calendari non intendevo che sceglie lui gli avversari, ho detto solo che fa bene il suo lavoro di ad e l'ho anche paragonato a Galliani in questo".