Raiola, intervento fuori luogo alla vigilia di Juve-Milan

18.09.2021 13:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Raiola, intervento fuori luogo alla vigilia di Juve-Milan
MilanNews.it

"Sono dispiaciuto per come è stato trattato Gigio. Lui ha fatto una scelta di vita, non c’è stato nessun tradimento. Poteva andare via 4 anni fa e non l’ha fatto". E ancora: "Se è stato vicino alla Juventus? Penso che loro abbiano ancora un grande rammarico per non averlo preso. E non solo la Juventus". Mino Raiola ha rilasciato un'intervista esclusiva a Rai Sport che andrà in onda integralmente lunedì sera, ma alcune dichiarazioni sono cominicate a filtrare, proprio alla vigilia di Juve-Milan.

COM'È STATO TRATTATO? - Donnarumma è il passato, Mike Maignan è il presente. Il popolo rossonero, ferito nell'animo da uno dei suoi beniamini qualche mese fa, si gode le prodezze del portiere francese arrivato in estate. Maignan è arrivato a Milanello con la voglia, la testa e la sensibilità giusta. È orgoglioso di difendere i colori del Milan e i tifosi sono orgogliosi di avere un giocatore del suo livello. Donnarumma è il passato, un passato che Maldini, Pioli e Scaroni hanno congedato con parole serene e senza nessun tipo di risentimento. E allora Mino, che senso hanno queste dichiarazioni? La scelta di vita del giocatore è stata accontentata, ci si è salutati con i migliori auguri per il futuro, qual è questo trattamento che tanto ha fatto dispiacere l'ex 99?

TOTALMENTE FUORI LUOGO - Non contento di questa polemica, totalmente superflua e fine a sé stessa per chi scrive, l'agente di origini italiane ha rincarato la dose. Arrivano altre parole dalla lunga intervista rilasciata a Rai Sport: "Romagnoli e de Ligt sono tra i più forti difensori in Europa - ha dichiarato il manager -. De Ligt ha un contratto, mentre Romagnoli va a scadenza il prossimo anno. Penso che potrebbero giocare insieme il prossimo anno alla Juventus, ma attenzione perché De Ligt potrebbe anche lasciare la Juve a fine stagione. Il mercato funziona cosi". A poco più di 24h dal big match dell'Allianz Stadium queste dichiarazioni non solo stonano, ma sono totalmente fuori luogo. Alessio Romagnoli è un tesserato del Milan e da tale deve essere trattato. Il contratto è in scadenza a giugno 2022 ed è vero, così come è vero che fino ad oggi sembra che non ci siano sbocchi per un rinnovo (ma come potrebbero esserci per un non titolare che guadagna 5 milioni netti - fino ad arrivare a 6 con i bonus - a stagione?). Ma oltre ad una questione di rispetto e buon costume, cose che evidentemente non appartengono più a questo calcio e ai procuratori, si tratta di regole: fino al raggiungimento dei sei mesi antecedenti alla scadenza del contratto un giocatore non può avere contatti con altri club.

Che questa norma spesso non venga rispettata è un po' il segreto di Pulcinella, ma siamo davvero arrivati al punto in cui lo si può ammettere alla luce del sole, come se tutto fosse normale? Il messaggio che passa, in linea a quanto accaduto negli ultimi mesi, è che ormai i club non siano più proprietari dei cartellini dei giocatori; al massimo lo si affitta, in attesa che il Raiola di turno lo sposti a zero per incassare commissioni milionarie. Senza contare il tempismo di queste dichiarazioni: è la vigilia di Juventus-Milan, ci sono punti pesanti in palio e l'agente più in vista del panorama calcistico mondiale parla tranquillamente della possibilità per un suo assistito, il capitano del Milan, di andare a giocare per gli sfidanti di domani sera. È davvero questo il calcio che vogliamo?