Serie A, date e orari della 31^ giornata: Napoli-Milan a Pasquetta
La Lega Serie A ha ufficializzato quando si giocherà la 31ª giornata di campionato. I rossoneri avranno in programma il big match di Napoli allo Stadio Diego Armando Maradona. Ecco i dettagli:
31ª giornata, Napoli-Milan: lunedì 6 aprile ore 20.45 (DAZN)
L'editoriale di Filippo Galli per MilanNews.it
Eccoci di nuovo: noi e loro, rossoneri e nerazzurri, casciavit e bauscia. La classifica recita 67 punti Inter, 57 Milan: e se è vero che quanto fatto finora conti poco o niente per stabilire chi sia il favorito in una gara secca ad alto tasso di emotività, non possiamo nemmeno ignorare questo dato di fatto.
Come vivo il derby? Oggi lo attendo e lo vivo da spettatore-tifoso, un po’ come lo vivevo in un passato remoto: in mezzo quasi cinquant’anni, di cui trenta vissuti con ruoli diversi nell’ecosistema rossonero.
Da ragazzino-tifoso andavo spesso allo stadio con l’autobus del Milan Club di Arcore, a volte in auto, con gli amici più grandi, esperienza un po’ più “pericolosa”, come la definivano i miei genitori; e come dar loro torto, specie dopo che una mattina i carabinieri si presentarono a casa chiedendo di me: la sera prima ci avevano colti in flagrante nel tentativo di appropriarci degli estintori dei TIR parcheggiati alla dogana di Concorezzo. Estintori? Eh sì, estintori! A quei tempi si portavano in curva e si azionavano spruzzando schiuma ovunque: il derby, va da sé, giustificava (quasi) tutto!
Facciamo un salto avanti negli anni e arriviamo ai primi derby vissuti da giocatore. A volte si parla di spensieratezza, di dover alleggerire la tensione. Per quel che ricordo, nella settimana che portava alla partita, tra noi, compagni di squadra, non si parlava degli avversari. Erano i Mister a parlarcene, da Castagner, a Liedholm fino a Sacchi e Capello. Vedevamo spezzoni di partite, quelle più recenti giocate da noi e da loro. Partite registrate sulle indimenticabili cassette VHS. Ci si trovava nello spogliatoio prima dell’allenamento e, a ridosso della partita, nella sala video, con più schermi, appositamente adibita nel piano sotterraneo del Centro Sportivo di Milanello. Si respirava una feroce determinazione e, secondo me, c’era un solo modo per sentirsi pronti: essere consapevoli di aver fatto e dato tutto, veramente tutto, durante la settimana!
Poi c’era la partenza da Milanello, con i tifosi a salutarci, il percorso in autostrada scortati dalle forze dell’ordine, fino all’arrivo allo stadio, a San Siro. Negli anni della presidenza Berlusconi, e soprattutto quando si giocava in casa (anche se quella è sempre la nostra casa!), ci aspettava una marea rossonera che sembrava trascinarci fino all’ingresso della rampa che porta nella pancia dello stadio più bello d’Italia. Ci si spogliava e poi ci si disponeva alla spicciolata nel piccolo spazio adibito a palestra per il riscaldamento, moquette verde, noi in una metà, loro nell’altra. In campo si accedeva soltanto appena arrivati, ancora in borghese, per capire con quali tacchetti giocare (io sempre 17 dietro e 15 davanti) e solo pochi istanti prima del fischio d’inizio si poteva calpestare il manto erboso per provare la tenuta degli scarpini. Poi era magia, la magia che solo quella maglia e quello stadio ti possono dare.

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