TMW RADIO - Nocerino: "Ibra che farà? Per me giocherà. Vuole finire vincendo"

06.04.2020 19:08 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
TMW RADIO - Nocerino: "Ibra che farà? Per me giocherà. Vuole finire vincendo"

Antonio Nocerino, ex centrocampista di lungo corso in Serie A ed oggi allenatore delle selezioni giovanili (U15 e U17) di Orlando City, ha così parlato in collegamento con Stadio Aperto sulle frequenze web di TMW Radio, cominciando dal racconto della situazione legata all'emergenza Coronavirus in Florida: "Ora qui è tutto chiuso. Ci sono divieti, come in Italia. C'era stato lo spring break, festa molto lunga di 10 giorni in cui la gente si sposta e fa le vacanze. Ma essendo arrivato questo brutto momento, adesso è tutto fermo: le feste non ci sono state, la gente per fortuna non ha viaggiato. Sono quindici giorni che stiamo in casa".

Perché all'inizio negli USA, nonostante l'esempio europeo, si è avuta poca percezione della gravità?
"Ho imparato una cosa, che le persone purtroppo devono capire e vivere certe cose e lo fanno solo quando realmente accadono. Qui fortunatamente hanno chiuso tutto, e dico tutto, in tempo. In Florida, come altri stati, hanno tanti contagi, ma se vai a guardare New York è un disastro. Fermare voli e viaggi fa sì che il contagio diminuisca. New York, rispetto ad ogni altro luogo, è quella che ha più malati e problemi. La cosa migliore è rimanere a casa, e aspettare che tutto questo passi velocemente".

Da italiano, che sentimento prova nel vedere l'Italia così sofferente, che si sta sacrificando?
"Noi siamo un grandissimo paese, abbiamo un popolo straordinario. In questo momento vedo tantissima unione, amore verso la nostra terra. A volte ci dimentichiamo quanto siamo fortunati a vivere in Italia, un popolo che ha un cuore enorme, che quando cade si rialza e si rimbocca le maniche. Siamo invidiati da tutto il mondo e spero che questo patriottismo, questo amore verso il paese e le persone, ci sia anche quando tutto sarà finito. Non dobbiamo unirci solo quando ci sono i problemi. Rappresentiamo tutti questo splendido paese".

Oggi la Serie A si interroga su modi e forme della ripartenza. Lei ripartirebbe o finirebbe qui?
"La priorità è la salute, in questo momento non mi interessa del calcio. Ora passa in secondo piano, prima viene la salute delle persone, soprattutto di quelle che stanno sacrificando la loro vita per i cittadini, come medici e infermieri che stanno facendo miracoli e anche di più. Quando sarà passato, ci penseremo. Adesso a mio avviso non conta niente pensare ad allenamenti e tutto il resto. Ora si deve pensare più al noi che all'io. Mi viene la pelle d'oca, a volte ci si dimentica che dietro qualsiasi lavoratore c'è un uomo, con le proprie famiglie. Ognuno faccia la propria parte: chi stando a casa, chi facendo beneficenza o piccoli gesti. Solo così si può uscire fuori da questa situazione, non c'è da pensare al proprio orticello. Aiutiamo chi sta aiutando, dobbiamo essere meno egoisti e aprire più il cuore".

Come sono oggi le sue giornate?
"Studio tantissimo, mi guardo un sacco di partite. Mi aggiorno e grazie all'Assoallenatori italiana ho dei video in cui parlano allenatori, fisioterapisti e preparatori che spiegano cose. Mi vedo di tutto: ragazzi giovani, Serie A ma anche campionati che prima non guardavo. Devo imparare. Ieri ho ascoltato la lezione di De Zerbi".

E cosa ha colpito?
"Giuro, è un fenomeno. Concetti allucinanti, semplici ma quando te li fa vedere in partita sono veramente belli. Tanta roba, a me piace tanto e infatti quando tornerò in Italia, se avrò la possibilità, mi piacerebbe conoscerlo e vedere qualche allenamento".

C'è un calcio che vorrebbe scoprire in questo ruolo nuovo, o comunque adatto alle sue idee?
"Per me il campionato più difficile rimane il nostro. Ho iniziato a vederlo in maniera totalmente diversa: siamo l'unico paese con allenatori che curano tutto, il dettaglio. Confrontandomi anche con altre persone di altri paesi, abbiamo una cultura totalmente differente: curiamo posizione dei piedi, del corpo, come correre a seconda della velocità del pallone. I dettagli fanno la differenza. Mi sto ripassando le lezioni degli allenatori che ho avuto, poter avere una base del genere è fondamentale. Mi sono sempre piaciute le giocate semplici, penso a Zidane che nella Juve con uno stop dribblava quattro persone. C'è un video in cui fa un colpo di tacco in nazionale, che se vedi dove va il difensore ti viene da ridere... Mi piace insegnare e proporre cose semplici".

A livello familiare stare in casa ha portato qualche novità?
"Io penso che, e parlo per me, stare con moglie e figli sia la cosa migliore. Nient'altro può battere questo. Ogni istante che passo con loro è gioia, e cerco di sfruttare ogni singolo momento. Giocando e viaggiando tanto non ho avuto spesso questa fortuna, e dico che non c'è gioia più grande".

Ibrahimovic che farà?
"Non so, ma secondo me giocherà. Lo farà per vincere, vuole finire vincendo".

C'è qualcuno che le piacerebbe allenare?
"Dybala. Rispecchia quello che ho detto prima: ha sempre il corpo ben orientato, è impressionante".