Cardinale: "Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa di mai visto, non riesco nemmeno a parlare che mi chiedono se il Milan è mio o di Elliott"

Cardinale: "Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa di mai visto, non riesco nemmeno a parlare che mi chiedono se il Milan è mio o di Elliott"MilanNews.it
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di Manuel Del Vecchio

Gerry Cardinale, numero uno di RedBird e proprietario del Milan, è stato intervistato dal Financial Times prima del derby vinto contro l’Inter qualche giorno fa. Queste tutte le sue dichiarazioni nell’articolo di James Fontanella-Khan, che ha incontrato Cardinale per un pranzo a Milanello .

Sulle sue origini italiane:

“Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio,” dice, richiamando il legame con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1982 suo padre lo mandò a Castellabate per riscoprire le sue origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e lui si innamorò del calcio. “Tutta l’Italia esplose… e quella sensazione mi è rimasta".

Le tante difficoltà avute in Italia:

“Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.

Cardinale vorrebbe più supporto dal governo italiano, inclusa Giorgia Meloni, per rilanciare il calcio e costruire uno stadio moderno.

“Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

Dopo il pranzo, il giornalista racconta dell’incontro fra Cardinale e la squadra. Il numero uno di RedBird va da Leao, lo guarda negli occhi e dice: “Dobbiamo vincere il derby a tutti i costi”. Qualche ora dopo il Milan avrà la meglio sull’Inter con un gol di Estupinan.