Gio Reyna: "Pulisic piace allo United? Affari suoi ma a Milano sta bene. È un top player riservato e sofisticato"
Il giornalista Alessandro Schiavone ha intervistato il calciatore americano Giovanni Reyna dopo una partita di Bundesliga. Figlio d'arte, suo papà Claudio sfidò gli Azzurri ai Mondiali del 2006 nel famoso 1-1 di Kaiserslautern, partita resa celebre dal autogol di Zaccardo. Con il giocatore del Borussia Moenchengladbach, che in passato è stato pure sul taccuino del Milan, abbiamo parlato del suo compagno di nazionale: il rossonero Christian Pulisic. Le sue dichiarazioni.
Cosa rende Pulisic così speciale?
"Ormai conosco Christian da tanti anni. Negli anni abbiamo costruito un bel rapporto in campo e fuori. È bello vedere che sta spostando gli equilibri al Milan. Lui è un ispirazione per tanti bambini in America e sopratutto per le prossime generazioni. Non c’è molto da dire: parliamo di un giocatore straordinario ma allo stesso tempo di un ragazzo semplicissimo. Lui è davvero fantastico. Sono felice che stia facendo bene a Milano. Siamo entrambi ancora molto giovani e non vedo l’ora di continuare a crescere accanto a lui calcisticamente. Sono sicuro che passeremo bellissimi momenti insieme in nazionale e sopratutto al Mondiale”
Il modo in cui agisce tra le linee e crea raccordo tra centrocampo e reparto avanzato non ti ricorda forse un po' tuo papà Claudio?
“(Ride, ndr). Mio padre non l’ho visto giocare abbastanza per poter paragonare i due. Penso però che parliamo di giocatori diversi. Christian è più offensivo rispetto a mio padre che era più centrocampista. I veri punti di forza di Christian sono dribbling, assist, inserimenti in area di rigore e il tempismo con cui entra in zona gol e segna. Mio padre era più un numero 8 o numero 6.”
Però qualche gol tuo padre l’ha fatto: anzi 36 per essere precisi..
“Io e papà non abbiamo mai giocato insieme ma ho la fortuna di giocare con Christian. Un top player e una persona perbene. Sono fortunato.”
Il bomber rossonero sembra una persona molto riservata e forse un po' timida...
“Non lo definirei timido ma riservato quello sì. È uno che preferisce ascoltare piuttosto che parlare. È un ragazzo calmo e sofisticato che io apprezzo. Ovunque vada, trasmette energia positiva. Lui è un patrimonio assoluto per la nazionale di calcio americana. Un leader che trascina per esempio piuttosto che a parole.”
Al suo posto lei andrebbe al Man United o resterebbe al Milan?
“Sono sicuro che prenderà la miglior decisione per se stesso. Non sono affari miei.”
E’ un bel problema da avere però eh.
“Sicuramente! Non ero a conoscenza di questo interesse ma sono convinto che farà la cosa giusta. Al Milan però sta volando. Spero solo che continuerà a giocare bene e ad arrivare nelle condizioni migliori per il Mondiale perché avremo bisogno di lui.”

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