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FOCUS MN - Ha dato grande disponibilità al Milan, ma chi è il Benatia dirigente? Grandi intuizioni, errori pesanti e un addio che fa discutere

FOCUS MN - Ha dato grande disponibilità al Milan, ma chi è il Benatia dirigente? Grandi intuizioni, errori pesanti e un addio che fa discutereMilanNews.it
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 17:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis
Alla scoperta del profilo del Mehdi Benatia dirigente, possibile candidato al ruolo di direttore sportivo nel Milan

Alla ricerca di un nuovo direttore sportivo, Gerry Cardinale potrebbe presto imbattersi nella cadidatura di Mehdi Benatia, ex calciatore di Roma e Juventus, oggi dirigente sportivo, che avrebbe dato massima disponibilità ad un possibile approdo al Milan. Il suo curriculum da direttore sportivo è ancora relativamente giovane, ma l'esperienza al Marsiglia è stata intensa: arrivato nel 2023 come consigliere sportivo, è stato promosso nel ruolo che starebbe cercando il Milan nel gennaio 2025, diventando progressivamente uno degli uomini più influenti di tutta l'area tecnica del club francese. 

MERCATO AGGRESSIVO E PERSONALITÀ: GREENWOOD E RABIOT I COLPI SIMBOLO

Benatia ha costruito a Marsiglia una rosa fortemente competitva, lavorando in stretto contatto con Roberto De Zerbi (stesso modus operandi che Cardinale richiederebbe al Milan). Nell'estate 2024 l'OM investì oltre 110 milioni di euro, con un saldo vicino al pareggio anche grazie ad alcune cessioni importanti. Il colpo più riuscito di tutti fu ovviamente Mason Greenwood, acquistato per circa 26 milioni di euro dal Getafe e protagonista di una stagione da 21 gol in Ligue 1. Altre operazioni di grande impatto, anche all'interno dello spogliatoio, furono Pierre-Emile Hojbjerg in prestito ma soprattutto Adrien Rabiot a parametro zero, affare che dimostrò la capacità di Benatia di sfruttare relazioni e opportunità di mercato, anche in situazione di forte stress. Meno felice fu invece l'investimento su Elye Wahi: il Marsiglia versò circa 25 milioni di euro al Lens per il giovane attaccante francese, il quale ebbe però un rendimento talmente inferiore rispetto alle aspettative che a gennaio venne subito venduto (a titolo definitivo) all'Eintracht Francoforte. Anche l'acquisto di Lilian Brassier, seguito anche dal Milan quell'estate, non ebbe gli effetti sperati. 

UN DIRIGENTE DECISIONISTA, MA L'ADDIO RACCONTA QUALCHE RISCHIO

Benatia non è stato soltanto un uomo mercato. A Marsiglia ha mostrato anche un profilo molto operativo, vicino allo spogliatoio e con forte personalità nelle decisioni sportive (come l'esonero di Roberto De Zerbi). Ed è proprio qui che emerge forse il lato più delicato della sua esperienza. Nel febbraio 2026, in piena crisi societaria e sportiva, Benatia presentà le dimissioni spiegando di non voler diventare un peso per l'organizzazione del club. Franck McCourt gli chiese però di restare fino al termine della stagione, ampliandone addirittura i poteri nell'area sportiva. 

La separazione è dunque arrivata lo scorso giugno, dentro un più ampio riassetto societario e dopo il progressivo deterioramento del rapporto con il presidente del Marsiglia Pablo Longoria. Alla fine dei conti l'addio non è stato una conseguenza diretta dei risultati deludenti della squadra, ma anche della conclusione di un ciclo diventato molto complicato, soprattutto sul piano interno. Per il Milan il fascino del profilo sta proprio qui: Benatia conosce la Serie A, sa muoversi sul mercato internazionale e non ha paura di prendere decisioni forti. La domanda, semmai, è quanto il suo carattere decisionista possa integrarsi in un struttura nella quale Cardinale vuole invece mantenere un peso centrale nelle scelte.