Fra malumori e smentite, Conceiçao sempre più solo e precario. La rivoluzione intanto sarà in campo
Non c'è pace nemmeno in una settimana, la prima, senza impegni infrasettimanali. Le parole fatte trapelare dal portavoce di Sergio Conceiçao e poi smentite dallo stesso tecnico alimentano una situazione di caos che si sta trascinando ormai da un anno.
Problemi ormai noti da tempo
Quello che è emerso sono problemi arcinoti: un tecnico fondamentalmente lasciato solo, senza il supporto della dirigenza e col proprietario assente. Oltre a una scarsa preparazione atletica della squadra. E lo scarso impegno di alcuni elementi del gruppo. Un Conceiçao-pensiero che, se a grandi linee si poteva comunque intuire, che messo così assomiglia a un attacco al quale il club non può restare indifferente. Non a caso il tecnico si è precipitato a smentire tutto. Ma quanto può durare ancora questa situazione?
Un contratto precario
Conceiçao è in una situazione di estrema precarietà. A partire dal contratto in essere, che il club può risolvere a giugno senza dover pagare lo stipendio fino alla fine dell'accordo, fissato al 2026. E in una situazione come quella attuale, dove il Milan è nono e già eliminato dalla Champions, Conceiçao rischia di essere percepito come un tecnico di passaggio. E quando i risultati mancano è quasi inevitabile che qualcuno stacchi la spina.
Scossone nell'undici iniziale di Lecce
Contro il Lecce intanto, il tecnico proverà a dare l'ennesima scossa cambiando diversi uomini. Un po' come aveva fatto Paulo Fonseca nella sua parentesi. E quindi Rafa Leao e Theo Hernanez saranno con ogni probabilità i grandi sacrificati. E magari anche Joao Felix e Santiago Gimenez.

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