Gazzetta - Rigenera, insegna e gestisce: Gattuso non è solo cuore e grinta. E ha un gioco riconoscibile
Cuore, grinta ma non solo: Gennaro Gattuso è molto di più. Nella nuova vita da allenatore, osserva stamane La Gazzetta dello Sport, Rino ha chiesto di non essere giudicato come nella precedente. Perché, come detto, alla rabbia agonistica, griffe indelebile di "Ringhio", il mister ha aggiunto idee e sviluppo di gioco. L’indole da mediano è rimasta nell’approccio al lavoro, ma il tecnico ha sempre - legittimamente - rivendicato altro
GIOCO, GIOVANI E GESTIONE - Gattuso, dunque, è anche altro. La traccia del suo calcio - scrive la rosea - è ormai riconoscibile: l’ex centrocampista, che da calciatore ha avuto maestri eccellenti come Ancelotti e Lippi, ha saputo trasferire dalla lavagna al campo i suoi concetti di gioco. Ma Rino è andato oltre, mostrando la sua preparazione in almeno altri tre ambiti: è abile nel recuperare le seconde linee, nel lavoro sui giovani e nella gestione delle gerarchie.
DA MATEO A PATRICK - Esempio della prima capacità è Musacchio, che Gattuso ha riproposto titolare con ottimi risultati. E poi c’è Bakayoko, giovane (ma non troppo) sul quale Rino sta lavorando con intensità e convinzione: l’obiettivo è quello di promuovere il francese tra i titolari o farne comunque un’alternativa davvero credibile. E infine Cutrone, che l’allenatore milanista ha dimostrato di saper gestire. Soprattutto adesso, dopo l’arrivo di un big come Higuain.

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