Ibra, rapporto mai decollato con Gazidis. E il suo addio può creare molti problemi

01.04.2020 20:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Ibra, rapporto mai decollato con Gazidis. E il suo addio può creare molti problemi

Qualora la scelta di Zlatan Ibrahimovic dovesse essere confermata, ci si troverebbe davanti ad uno smacco importantissimo per chi ha in mano la gestione del Milan. Non tanto la proprietà, che ha avallato il suo arrivo a dicembre ben comprendendo come ci fosse bisogno di un campione che riportasse entusiasmo fuori dal campo e che avesse una leadership totale dentro lo spogliatoio. Ovviamente la cosa si ripercuote sulla valutazione, del tribunale del pubblico, di chi opera in regime di gestione, ovvero l’alta dirigenza e, in particolar modo, Ivan Gazidis. Il dirigente sudafricano non ha fatto breccia nel cuore di Ibrahimovic e le cose tra i due non sono andate meglio durante il discorso che l’amministratore delegato milanista ha tenuto alla squadra prima della rifinitura a San Siro che ha preceduto la gara, persa, contro il Genoa. In quella circostanza, Ibra ha ribattuto in un paio di circostanze alle parole di Gazidis, esprimendo il suo punto di vista. È chiaro che Zlatan si sia schierato dalla parte di Boban, ovvero l’uomo che lo ha convinto a tornare in rossonero, e che quanto esposto da Gazidis non lo abbia convinto per niente.

RIPERCUSSIONI -  La cosa evidente è che l’interruzione del rapporto tra Ibra e il Milan non avverrà per volontà del club, ma del giocatore il che assesta un montante bello forte alla già fragile credibilità della struttura. Perdere lo svedese, che si era convinto a rimanere anche il prossimo anno prima che detonasse la faida Boban-Gazidis, vuol dire perdere entusiasmo dei tifosi, vuol dire anche perdere un ramo d’azienda importante all’interno della squadra. Già, perché Zlatan non è solo un campione in campo, ma era anche il vettore ideale per coinvolgere nuovi sponsor e trattenere quelli presenti. Oltre ad attirare molte più persone allo stadio. Non è un caso se tante persone, anche una partita sola, abbiano scelto di tornare a San Siro dopo il ritorno di Ibra. E tutto questo si andrà a ripercuotere sulle casse della società e sulle sue strategie. Ibra è un’icona mondiale, è uno che attira le folle e ha fatto schizzare la vendita della sua maglia numero 21, Con Donnarumma in bilico, quali sono gli altri frontman milanisti oggi in rosa? Chi ha quell’appeal in grado di catalizzare l’attenzione su un marchio e una società in costante difficoltà? La risposta è molto semplice: nessuno.

DIFFICOLTA’ IN AUMENTO -  Quando questo maledetto coronavirus ci permetterà di tornare alla normalità, i riflettori torneranno ad accendersi sul Milan e tutti questi quesiti che ci siamo posti, verranno a galla anche a Londra e nelle sedi opportune. È evidente che vi saranno delle difficoltà oggettive sotto tanti punti di vista, sia a livello aziendale sia a livello tecnico e la perdita di Ibrahimovic non farà altro che amplificarli. Sarebbe interessante avere un confronto pubblico e non patinato con Gazidis per porgli molti quesiti. Perché l’addio di Ibra rischia di scoperchiare ulteriormente il vaso di Pandora.