Il duro lavoro va premiato: Fikayo Tomori e un riscatto meritato sul campo

17.06.2021 18:00 di Pietro Andrigo Twitter:    vedi letture
Il duro lavoro va premiato: Fikayo Tomori e un riscatto meritato sul campo
MilanNews.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Certi proverbi che suonano ridondanti nelle nostre menti sembrano all’apparenza quasi privi di valore. Per certificare la realtà dietro il significato di queste frasi, quindi, servono dimostrazioni pratiche che celebrano l’importanza di concetti quasi scontati. Il proverbio ‘il duro lavoro paga’ ha avuto la recente conferma grazie alle magnifiche prestazioni di Fikayo Tomori che, grazie ad una seconda parte di stagione incredibile, gli sono valse il meritato riscatto da parte del Milan. Silenzioso fuori dal campo, prorompente sul terreno di gioco il difensore inglese non solo ha dato prova di essere un grande professionista ma si è guadagnato la certezza di poter essere un mattoncino insostituibile nella ricostruzione delle fondamenta di un Milan vincente.

TALENTO PURO - Il calcio è uno dei terreni di giudizio in cui la soggettività è accettabile e accettata senza compromessi. L’opinione personale su un determinato giocatore, tuttavia, può essere messa in secondo piano a fronte di dati oggettivi e statistiche inequivocabili che certificano la forza di un calciatore. Se Tomori, come anticipato prima, è l’esempio del concetto che ‘il duro lavoro paga’ è anche grazie al talento puro di cui dispone il difensore inglese e che gli ha permesso di godere dell’oggettivo giudizio di forza nei suoi confronti. I numeri del Tomori rossonero, infatti, non mentono e raccontano di un difensore di grande qualità e affidabilità. Nelle 17 partite giocate nella sua esperienza al Milan infatti, oltre all’importantissimo gol contro la Juventus, è stato protagonista di grande statistiche difensive che parlano di 99 palloni recuperati, 20 conclusioni respinte, 28 tackle, 60 chiusure e 63 duelli vinti. Tutti questi interventi, inoltre, non gli sono valsi nessuna sanzione disciplinare a conferma di come le sue scelte difensive siano decise, tempestive e di indubbia qualità. I numeri di Tomori non raccontano solo di un talento puro ma spiegano, a chi ancora nutre qualche dubbio, le ragioni della titolarità guadagnata e meritata dal difensore inglese.

RESTARE PER CRESCERE ANCORA - La tempestiva e decisa mossa del Milan su Tomori non riassume soltanto le ambizioni presenti della società ma soprattutto quelle future. Confermare Tomori, infatti, racconta di una squadra che ha un progetto chiaro e di una dirigenza capace di convincere giovani talenti come Tomori che il Milan non è soltanto un ambiente futuribile ma soprattutto una formazione che punta a tornare a vincere. Strappare il difensore inglese dalle grinfie di un Chelsea campione d’Europa è un atto di forza importante che individua in Tomori uno dei testimonial dell’idea del progetto Milan: affiancare giovani affidabili e di grande talento a giocatori esperti. Il classe 97’, quindi, non è solo una certezza per Pioli e la società ma un giovanissimo che può crescere ancora e che certifica come il duro lavoro possa portare dalla panchina a una titolarità indiscutibile in uno dei più grandi club del mondo.