Il VAR ha fatto il suo dovere, a pesare davvero è stata la "simulazione" di Leao

10.01.2021 14:00 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di DANIELE MASCOLO
Il VAR ha fatto il suo dovere, a pesare davvero è stata la "simulazione" di Leao

Nell'anticipo di San Siro, il VAR ha concesso un rigore solare al Milan e ne ha tolto uno che ricordava la topica clamorosa Bennacer-Pedro di fine ottobre. Soffermarsi su questi episodi come a sottolineare che il club rossonero sia avvantaggiato dalle scelte arbitrali è francamente incomprensibile. Lo è anche in relazione a quanto accaduto nella sfida contro il Torino, con i rossoneri colpiti a raffica da una serie record di cartellini gialli, uno dei quali assolutamente incredibile, passato totalmente in sordina nonostante le giuste parole di Pioli nel postpartita. Quello a Rafael Leao.

IL GIALLO A LEAO - L'attaccante portoghese, cinque reti in campionato, è stato il trascinatore del Milan nei quasi due mesi senza Ibrahimovic. Un attaccante che è cresciuto tantissimo, adattandosi in un ruolo per il quale veniva (da tanti) ritenuto inadeguato. Leggendo solo la nuda cronaca, si potrebbe pensare che il portoghese abbia davvero simulato, quando in realtà ha semplicemente evitato di collidere con una scivolata di Murru a centrocampo, non in area di rigore, senza scenata alcuna. Maresca avrebbe dovuto fischiare fallo a favore del Milan, accettabile anche lasciare correre ma da qui a mostrare il cartellino al numero 17 di acqua ne passa tantissima. Non è un caso che il tecnico rossonero, mai polemico, abbia alzato la voce per questo episodio: sia per le conseguenze immediate (la squalifica) sia perché Leao è stato considerato, a torto, un simulatore.

NORMALE AMMINISTRAZIONE - Nel match di ieri il VAR ha fatto il suo dovere, il dovere per cui è stato introdotto ed implementato. In altre occasioni non è accaduto, in maniera erronea, ma ciò non è quasi mai stato meritevole di attenzione. Gli avversari del Milan attaccano ed accusano per i rigori a favore, ma quasi mai viene citata la mole realizzativa dei rossoneri, così come la facilità di andare al tiro. Nel 2018/19 i rossoneri ne contarono solo tre in tutto il campionato, una miseria, ma quella squadra creava meno della metà delle occasioni rispetto a quella attuale, a prescindere dal fatto di essere arrivata ad un punto dalla Champions League.