Interviste, indizi e destinazioni: Ibra tornerà il Italia, il Milan e il suo attacco attendono

04.12.2019 18:30 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
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Interviste, indizi e destinazioni: Ibra tornerà il Italia, il Milan e il suo attacco attendono

"Ci vediamo presto in Italia". Così Zlatan Ibrahimovic ha salutato dopo l'intervista a GQ, anticipando il suo ritorno in Serie A. Dalla serata di ieri fino ad oggi si sono rincorse supposizioni, affiancate dalle già conosciute difficoltà per il tesseramento dello svedese. Il classe '81 non ha specificato il nome del club che "deve vincere di nuovo e che deve rinnovare la propria storia", ma è comprensibile che in tanti ci abbiano visto il Milan, unica società italiana che si è fatta avanti in maniera concreta per l'ex LA Galaxy.

REALISMO - Eppure non tutto è scontato. L'intervista a GQ risale ad un paio di settimane fa e il Milan non sembra aver ancora convinto il nativo di Malmo. C'è chi grida prudenza, chi invece si dichiara ottimista, mentre i giorni continuano a trascorrere. La cosa positiva è che il Diavolo stia effettivamente provando a riprendere Ibra, meno incoraggiante è che manchi ancora una risposta, sebbene la settimana decisiva dovrebbe essere la prossima. E' chiaro che dover rinunciare a Zlatan dopo aver cullato la speranza del ritorno sarebbe una brutta botta per l'ambiente, soprattutto se mancassero reali alternative (tecniche ed economiche) in vista del mercato di gennaio.

UN ATTACCO DA SISTEMARE - Il vero problema infatti non è tanto legato ad Ibrahimovic, ma alla necessità, orma palese e cristallina, di rinforzare l'attacco del Milan. L'attuale reparto offensivo è male assortito e si sta dimostrando inadeguato ai traguardi prefissati inizialmente dalla società. Il fatto che Piatek e Leao abbiano segnato quattro gol in due (due dei quali su rigore) è un dato che non conosce alibi: nulla vieta che il polacco possa riprendersi e tornare a segnare, ma i problemi resterebbero. Al Milan manca almeno un attaccante, tant'è che si fatica ancora a comprendere perché André Silva sia stato ceduto in prestito per Rebic, fin qui un semplice rimpiazzo per gli esterni offensivi. Oltre a mancare un attaccante a non esserci è la qualità, la leadership, la cattiveria, tutte doti che Ibrahimovic porterebbe a grappoli. Ma se non fosse Zlatan servirebbe una mossa di riserva, altrimenti sperare in una realistica risalita del Milan sarebbe alquanto utopistico.