Maldini e Boban "chiamano" Ibra ma il tempo stringe: l'attacco non può restare così...

16.12.2019 18:30 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Maldini e Boban "chiamano" Ibra ma il tempo stringe: l'attacco non può restare così...

"E' sicuramente un'opzione, stiamo continuando a parlare, ci sono anche altre opzioni. Più si va in là più diventa difficile" ha dichiarato ieri Paolo Maldini a Sky, nel prepartita di Milan-Sassuolo. Zvonimir Boban, intervistato da Radio Rai, ha aggiunto quanto segue: "Ibra è una soluzione diversa rispetto alle altre, è unico, è uno che ti può dare tanto. Vedremo cosa succederà, perché Ibra è un'altra cosa rispetto a tutti gli altri, anche se non ha più 28 anni. E' un giocatore di estremo carattere e personalità, può dare la sterzata a tutto l'ambiente". Il concetto è semplice: il Milan cerca e vuole Zlatan, ma l'attesa non può essere infinita.

SITUAZIONE CHIARA - Milan-Sassuolo ha dimostrato, se ce ne fosse ancora il bisogno, che l'attacco rossonero necessiti di un riferimento di spessore che sappia segnare e faccia segnare. Ok il gol annullato a Theo Hernandez, ok i legni di Leao, ma in una gara dove si costruisce tanto è incredibile non realizzare alcun gol. L'attacco rossonero fin qui ha portato soltanto due reti su azione in campionato, con il Milan che è stato salvato dalle sgroppate del treno francese e dal ritorno di Jack Bonaventura. Troppo poco per sperare di compiere la risalita europea, motivo per cui a gennaio si dovrà per forza intervenire, Ibrahimovic o non Ibrahimovic.

TUTTI GLI ERRORI DELL'ATTACCO - Il principale errore dell'attuale dirigenza rossonera è sicuramente legato alle scelte che hanno portato all'attuale conformazione dell'attacco. A luglio è stato ceduto Patrick Cutrone ed acquistato Leao, calciatore preso per favorire il gioco a due punte di Marco Giampaolo. Non è stato però ingaggiato il famoso trequartista che avrebbe consentito tale modulo, costringendo il tecnico abruzzese prima e Pioli poi a ripiegare sul 4-3-3. Ante Rebic, preso a fine mercato in cambio di André Silva, ha collezionato soltanto 177 minuti. Il portoghese avrebbe certamente giocato di più, considerando anche l'anemia realizzativa di Piatek e la mancanza di un'alternativa di ruolo al centravanti. Borini e Castillejo insieme hanno giocato appena 339 minuti: il primo è una eredita della gestione Li Yonghong, ma il secondo è arrivato con Elliott lo scorso anno... Ibrahimovic è sicuramente la soluzione più semplice per provare a mettere una pezza ad un reparto con gravissime lacune, ma se lo svedese dovesse tardare ancora a decidere il Milan non dovrà farsi trovare impreparato, rimediando agli errori estivi già a gennaio.