Milan, c'è un problema in attacco? Ecco i numeri cosa dicono

24.01.2022 20:30 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Milan, c'è un problema in attacco? Ecco i numeri cosa dicono
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Lo 0-0 maturato ieri sera tra Milan e Juventus ha lasciato, forse un po' irrazionalmente, l'amaro in bocca. Lo scialbo pareggio andato in scena a San Siro su un manto erboso disastroso, che sicuramente ha influito sulla qualità delle giocate offensive, non deve però essere un valido motivo per scagliarsi alla cieca contro mister e squadra. Ci sono stati degli errori, tecnici e di concetto, e si sono ripresentati alcuni difetti ormai "storici" di questo gruppo di giocatori, ma nulla di irrimediabile o che condanni in via definitiva il Milan. La squadra, dopo 23 giornate, ha gli stessi punti dell'anno scorso: difficile dire se i rossoneri potranno continuare a competere con l'Inter per lo scudetto, ma di sicuro il torneo che stanno giocando Ibra e compagni è di alto livello.

GOL - Guardando ai freddi numeri quest'anno il Milan è la seconda squadra di Serie A per gol messi a segno: 47 in 23 partite (media di 2.04 gol a match), e davanti ai rossoneri c'è l'Inter, con 53 gol in 22 partite. Il sentimento di questi giorni del "con questo attacco non si va da nessuna parte" è quindi smentito in maniera abbastanza netto dai fatti, ma è comunque vero che i margini di miglioramento ci sono. Per caratteristiche dei giocatori a disposizione di Pioli l'attacco del Milan risulta essere molto efficace contro squadre che giocano a viso aperto e che provano a mettersi sullo stesso livello dei rossoneri; al contrario, le difficoltà maggiori arrivano (ma ultimamente non è più una costante come in passato) contro gli avversari che adottano uno stile difensivo più prudente, senza lasciare spazio tra centrali ed area di rigore. Ibrahimovic, Leao, Diaz, Messias sono tutti giocatori molto abili con la palla tra i piedi, ma che difficilmente chiedono la profondità o si inseriscono in area (Zlatan a parte) per creare densità. Rafa, probabilmente il giocatore più in forma in squadra, quando parte palla al piede nell'uno contro uno riesce spesso e volentieri ad incidere, ma nelle situazioni di gioco in cui la palla si muove sulla fascia opposta non riesce ancora a trovare quei movimenti da "killer" d'area di rigore ad accorciare sul secondo palo o comunque a far sentire la propria presenza nei sedici metri avversari. Il numero 17 ovviamente è ancora giovanissimo, e i progressi fatti vedere durante questa stagione lasciano ben sperare anche per il futuro: Leao è un campione in costruzione e finché il suo atteggiamento è questo allora avrà a disposizione tempo e occasione di crescere con la maglia rossonera addosso. 

INSERIMENTI - L'unico giocatore che per caratteristiche riesce a trovare il tempo dell'inserimento in area è Ante Rebic, che in questi anni in rossonero ha ricoperto più ruoli sul fronte offensivo: dall'attaccante esterno alla punta centrale mobile. Tutto questo per dire è che anche se il gioco di Pioli può sembrare monocorde e senza alternative non è necessariamente da imputare all'allenatore, che con il materiale a disposizione sta facendo un ottimo lavoro, ma è una conseguenza delle caratteristiche presenti in rosa. Ieri, nella ripresa di Milan-Juventus, tutti si sono messi le mani nei capelli per l'errore di Giroud: il francese, su un bel cross di Calabria dalla destra, riesce a trovare lo spazio in area di rigore per un colpo di testa. Il numero 9 però, invece di concludere verso la porta, prova un'improbabile sponda per un compagno al centro. Quello che si può notare, oltre all'errore dell'attaccante che salta subito all'occhio, è come l'area avversaria non sia stata riempita dai giocatori rossoneri: questa è una costante che si è presentata più volte nel corso della stagione. Queste sono sicuramente situazioni su cui, compatibilmente con i "limiti" degli attaccanti in squadra, mister Pioli dovrà lavorare. Di sicuro l'allenatore rossonero non si è mai nascosto dietro alibi e scuse, e preso atto del problema cercherà, come sempre, di trovare soluzioni per migliorare.