Milan, efficienza e qualità: la squadra funziona e Zlatan applaude

04.12.2020 12:00 di Pietro Andrigo   Vedi letture
© foto di DANIELE MASCOLO
Milan, efficienza e qualità: la squadra funziona e Zlatan applaude

Uno dei recenti e più accesi dibattiti del mondo del calcio è il divisivo dualismo tra l’ottenimento dell’obiettivo senza guardare alla forma e il raggiungimento del risultato tramite un gioco spumeggiante e di qualità. Nella battaglia morale tra teorici e pratici questo argomento ha portato a esoneri, cambi in panchina e infinite discussioni perchè sono rari i casi in cui la praticità si sposa con la bellezza e viceversa. In questo senso, il recente percorso del Milan post lockdown è un esempio di questa preziosa virtù e mostra come con l’impegno, la determinazione e le giuste scelte si possano raggiungere risultati importanti attraverso una qualità di gioco riconoscibile. Il percorso è lungo e gli entusiasmi vanno giustamente frenati ma la squadra rossonera si merita i primi sorrisi e timidi complimenti: l’allenatore lo sa e Zlatan pure come testimoniano gli applausi, gli incoraggiamenti ma anche l’ammonizione di ‘ non essere mai soddisfatti’.

QUATTRO GOL, QUATTRO MARCATORI - L’assenza di Ibrahimovic è un indubbia lacuna nel Milan di Pioli: il peso tecnico e morale dello svedese è evidentissimo e lo differente stile di gioco rossonero visto nelle gare con Lille, Fiorentina e Celtic ne è l’esempio lampante. Privo del loro totem l’organico rossonero non appoggia più la sua azione sulle larghe spalle dell’11 di Malmö ma costruisce dal basso e sugli esterni dove l’apporto dei giovani terribili compensa l’assenza di un riferimento offensivo. Indipendentemente da numeri, statistiche e dati, la realtà che nella gara con il Celtic siano andati in gol quattro marcatori differenti è un segnale importante per Pioli e per la squadra. Se Rebic non è ancora al 100% (oltre ad essere fuori ruolo), i quattro trequartisti hanno dimostrato di potersi prendere la squadra sulle spalle e di poter trascinare il Milan ad una vittoria che sa di qualificazione. 

IL MOTORE FUNZIONA - Privo di due pezzi importanti come Ibrahimovic e Kjaer, il primo in tribuna e l’altro costretto al forfait a gara in corso, il motore rossonero ha dimostrato di funzionare ugualmente. I cosiddetti “pezzi di ricambio” Hauge, Brahim e Castillejo non solo hanno continuato l’andamento del percorso ma hanno anche dato uno sprint decisivo dopo l’iniziale ingolfamento. Se in campionato, sin qui, il Milan è stato un preciso motore a benzina, in Europa ha dimostrato di essere più un diesel: alle volte lento ma capace di ripartire con forza nell’arco dei 90 minuti. Indipendentemente dalla rendita differente dei primi minuti il meccanismo del Milan ha dimostrato di funzionare grazie al carburante dell’impegno e del duro lavoro, una miscela da custodire gelosamente. La ripartenza del motore rossonero è solo all’inizio e questo può essere letto da due punti di vista differenti: da un lato non bisogna spingere troppo sull’acceleratore delle aspettative perchè la squadra è giovane e la stagione è lunga. Dall’altro lato però, come sottolineato dallo stesso Pioli, il motore rossonero non è ancora al suo massimo e questo evidenzia come la meccanica del Milan possa crescere ancora se sospinta dalla benzina della qualità e dell'efficienza.