Milan-Napoli il giorno dopo: incazzatura e consapevolezza

19.09.2022 14:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Milan-Napoli il giorno dopo: incazzatura e consapevolezza
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"Non sono soddisfatto e non lo devono essere nemmeno i giocatori. Se giochi così non puoi perdere. Abbiamo fatto solo un gol, troppo poco per quello che abbiamo creato. C'è delusione, non dovevamo perdere. Il calcio però è così, impareremo anche da questa serata. La prestazione c'è stata sotto tutti i punti di vista". Nel post partita di Milan-Napoli su DAZN mister Stefano Pioli non le manda a dire e non si nasconde. Il tecnico rossonero, dopo la gara al San Paolo dello scorso campionato, l'aveva incartata ancora una volta a Spalletti. Il Napoli del tecnico toscano è sicuramente la squadra che in questo inizio di stagione è tra le più in forma non solo in Italia, ma anche in Europa: chiedere a Liverpool e Rangers per la conferma.
I partenopei stanno continuando sul buon percorso intrapreso lo scorso anno, puntando forte su principi di gioco e situazioni ben precise: tanto palleggio, centrocampo spesso dominante e giocatori offensivi pronti a scardinare le difese avversarie con 1 contro 1 ed inserimenti alle spalle. Ieri sera i rossoneri sono riusciti a tenere a bada per larghi tratti gli avversari, costringendoli ad una fase difensiva, di solito spigliata e coraggiosa, mai vista nell'ultimo periodo. Eppure da San Siro chi è uscito con i tre punti sono gli altri. Da qui le giuste parole di Pioli, che l'aveva preparata, come sempre, alla grande: se giochi così effettivamente è un delitto perdere. E quindi come ne esce il Milan da questa sconfitta, la prima dopo 22 risultati utili consecutivi?

Ovviamente con la consapevolezza di essere una squadra forte, conscia di esserlo e proprio per questo con delle aspettative altissime verso se stessi: l'umore a Milanello questa mattina, smaltita un po' l'incazzatura di ieri sera, quel tanto che basta per essere lucidi, era quello di un gruppo arrabbiato, giustamente, per il risultato (che alla fine è quello che conta), ma "sereno": squadra e allenatore sono tranquilli, perché quello messo in campo contro un avversario di assoluto livello è l'ennesima conferma di un percorso di crescita giusto e costante. Ci sono sconfitte e sconfitte, e quella di ieri non mette in discussione nulla, anzi: il Milan è arrivato nella situazione in cui si può andare a guardare il dettaglio e il particolare, piuttosto che un trend generale da invertire.

E quello che ha fatto la differenza ieri, come spesso succede nei big match, sono stati alcuni dettagli, perché il quadro generale è ottimo: le posizioni che Pioli ha scelto per i due mediani e gli esterni offensivi hanno sia annullato il centrocampo partenopeo, e sia dato la possibilità e gli spazi di trovare corridoi pericolosi durante le transizioni offensive. E allora cosa è andato storto? Innanzitutto, e questo è un qualcosa che abbiamo già visto, qualche scelta sbagliata, sia tecnica che di interpretazione, nell'ultimo quarto di campo: ma giocando a questo ritmo ed intensità è anche normale lasciare qualcosa. Così come è normale farlo anche in difesa, come ammesso dallo stesso mister: "Sul gol di Simeone abbiamo portato troppi giocatori ad aggredire il portatore di palla e non abbiamo riempito bene l'area. E' difficile imputare qualcosa alla fase difensiva. Per le occasioni create non possiamo segnare un solo gol". Sulla rete che ha deciso la partita salta subito all'occhio Tomori in ritardo su Simeone, quando in realtà l'errore di Fik è dovuto ad una serie di uscite sbagliate: in tre escono dall'area sul portatore senza però recuperare palla, i giocatori del Napoli sono molto bravi a liberare Mario Rui al cross e a quel punto Kalulu, fuori posizione per il pressing non riuscito, lascia il compagno di reparto fra due giocatori offensivi avversari.

A Milanello si è perfettamente consapevoli di quanto di buono e meno buono fatto, come l'intervento irruento di Dest. L'americano è subentrato a Calabria, fastidio al flessore per il capitano durante l'intervallo, e al primo duello con Kvaratskhelia mette la partita sui binari sbagliati. Chiaro che l'avversario da fronteggiare era tra i peggiori possibili, ma da un giocatore che vuole affermarsi ad alti livelli quello è un errore che non ci si aspetta. Il terzino è giovane e ha tanto da imparare, ha già capito lo sbaglio. Anche perché Pioli e il suo staff gliel'hanno fatto ampiamente notare.

Si conclude quindi così la prima tranche di partite prima della sosta per le nazionali, e il bilancio è sicuramente positivo: la squadra si è dimostrata forte in campionato ed opportunista in Champions. Ha reagito bene alle assenze e sta assimilando nuovi modi di attaccare e difendere dovuti alla partenza di Kessie e all'arrivo di calciatori con caratteristiche differenti tra mediana e trequarti. Ha in Giroud, Leao, Theo e Maignan punti fermi che difficilmente deludono, sta trovando in Tonali e Bennacer due centrocampisti moderni e perfettamente a loro agio con i ritmi e l'intensità chiesti da Pioli, e pian piano inizia a conoscere De Ketelaere, che ieri sera probabilmente ha offerto la sua miglior partita in rossonero, in particolar modo nella ripresa: trovata la giusta posizione tra le linee ha offerto ai compagni palloni preziosi e pericolosissimi: da uno di questi è arrivato il gol del momentaneo pareggio.

Incazzati ma anche consapevoli, il post Napoli lascia un Milan comunque forte e riconoscibile: la strada è ancora lunga, lunghissima, e alla fine avrà la meglio chi sbaglierà meno. Partite come ieri servono proprio a capire come riuscirci.