Milan, ora puoi scegliere: Kalulu e Thiaw i segreti del camaleontismo difensivo
Anche se il Napoli è andato e il discorso scudetto è al di fuori della logica razionale, il Milan ha ancora tanto da giocarsi nelle prossime settimane: da uno storico approdo ai quarti di finale di Champions League (che non avviene dal 2011-12) ad una corsa per confermarne la presenza anche nella prossima edizione. Se la lotta è serrata e Inter, Lazio, Atalanta e Roma sono così vicine ai rossoneri, lo è sicuramente anche a causa del periodo nefasto nel quale il Milan aveva smarrito fiducia, certezze e autostima. Ma il vento adesso è cambiato.
MALICK THIAW, L’UOMO DELLA SVOLTA
L’inserimento di Malick Thiaw negli equilibri difensivi è stato il turning point di questa seconda metà stagionale. Alto, roccioso, forte fisicamente, asfissiante in marcatura e dominante nel gioco aereo: le caratteristiche del tedesco si sposano con quelle di Fikayo Tomori e Pierre Kalulu. È così che il Milan ha rigenerato le proprie certezze e restituito ai propri tifosi una squadra completamente diversa da quella che a gennaio aveva fatto pensare a tanti che fosse arrivata a fine ciclo. Se con Kalulu e Tomori come coppia centrale il punto forte era poter difendere lasciandosi alle spalle 30-40 metri, l’innesto di Thiaw ha conferito alla difesa rossonera una solidità anche quando si difende molto più bassi; un problema evidenziato in maniera preoccupante nel periodo di crisi di rendimento e risultati, ma che a mister Pioli va dato il merito di averlo gestito, questo problema, con intelligenza e umiltà, trovandone una soluzione che - di fatto - ha reso il Milan una squadra a due facce a livello tattico.
PIERRE KALULU E L’IMBARAZZO DELLA SCELTA
Difficile sbilanciarsi su quel che sarà il modulo impiegato maggiormente da Stefano Pioli di qui in avanti, se manterrà fissa la difesa a 3, se tornerà alla difesa a 4 o se inizierà ad alternarle in base agli avversari e al tipo di partite che si vanno ad affrontare; tuttavia, poter disporre in rosa di elementi come Theo Hernandez, Tomori, Thiaw e Kalulu ti dà la libertà di poter scegliere che volto dare al Milan. Una difesa a 3, come abbiamo visto, con Kalulu, Thiaw e Tomori, con Theo Hernandez esterno a tutto campo e uno tra Messias e Saelemaekers sull’altra fascia è una soluzione “sicura” e coperta. Ma si potrebbe anche tornare alla difesa a 4, con Kalulu e Theo sulle fasce e Thiaw e Tomori a comporre la coppia centrale. In questo modo si toglierebbe un uomo dalla struttura difensiva per trovarlo a centrocampo e garantire maggior intensità, fraseggio e interdizione nella zona nevralgica del campo. La grande duttilità di Pierre Kalulu, nato terzino e affermatosi centrale, quindi, si rivela quanto mai utile negli equilibri tattici del mister e ne accresce la preziosità, considerando che la fluidità tattica sia una delle caratteristiche più evidenti e riconoscibili del Milan di Pioli, sulle quali squadra, dirigenza e tifoseria contano di fare affidamento il prossimo anno per obiettivi più blasonati e prestigiosi di una “semplice” qualificazione in Champions League. E considerando che nel pacchetto difensivo composto da Maignan, Kalulu, Thiaw, Tomori e Theo Hernandez il più vecchio abbia 27 anni (ed è il portiere), l’età, la duttilità e le loro qualità ne fanno uno dei pacchetti difensivi più importanti, forti e completi d’Italia.
di Luca Vendrame
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