Amorim deve risolvere un bel puzzle tra ruoli, giocatori e caratteristiche

Amorim deve risolvere un bel puzzle tra ruoli, giocatori e caratteristicheMilanNews.it
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Oggi alle 18:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
Amorim sperimenta e prova, in attesa che tutti siano a regime. È un Milan work in progress, con diverse soluzioni interessanti

Sette punte in tre partite, di cui due trasferte, è un bel bottino. Sono andati in gol due trequartisti e una punta. I gol subiti sono due, quelli fatti cinque. Cosa si può dire di Ruben Amorim e del nuovo Milan dopo questo avvio? Poco e nulla, ma anche parecchio. È una squadra che quest'anno viene chiamata ad interpretare la partita in modo diametralmente opposto rispetto alla passata stagione. Si passa poi da un calcio trasformista ad uno molto dogmatico e poco incline al compromesso. Il tecnico portoghese è stato bravo e sereno nel presentare la sua idea: vuole che il Milan riesca a controllare la partita attraverso il possesso, adottando un approccio offensivo in tutte le fasi, dal recupero palla alla conclusione in porta, passando anche per il modo di difendere. Amorim ha poi dato dei concetti che tutti dovranno seguire: nessuno è più importante della squadra, e infatti Leao è andato, c'è bisogno di riformare quel senso di "famiglia" e unione che può permettere di nascondere dei difetti che ci sono e si deve ricominciare ad avere coraggio. Modulo 3-4-2-1 e un baricentro costantemente alto. Rischi? Molti. Benefici? Altrettanti.

Il Milan è più che mai un cantiere a cielo aperto. Non solo perché i calciatori devono recepire ancora del tutto la mentalità del nuovo tecnico, ma anche perché tanti interpreti - anche molto importanti - non sono ancora al top fisicamente per diversi motivi. E con queste assenze Amorim ha dovuto sperimentare, provando a trovare un punto di equilibrio tra quello che non è negoziabile nel suo credo e quello che effettivamente questa rosa può mettere in campo senza che il tutto diventi controproducente. Alcuni esperimenti sembrano andare verso una direzione positiva, vedi Chukwueze a tutta fascia a piede invertito, altri - solo per il momento, ovviamente - invece non sembrano convincere del tutto. I dubbi riguardano l'utilizzo di Rabiot sulla trequarti: contro la Juve Adrien ha occupato una posizione ancora più ibrida, scivolando indietro e allargandosi, quasi a voler fare da balia ad uno spaurito Moreira. Non ha dato supporto ad un solissimo Ramos, non ha attaccato la profondità e non è riuscito neanche a palleggiare in modo fluido. Sarà la condizione, ma il francese non è parso a suo agio in quel ruolo cominciando dall'inizio contro una squadra di medio-alto livello.

Lo stesso si può dire per Saelemaekers, quasi dannoso in fase di prima costruzione e mai sollecitato nelle zone calde della difesa juventina. In queste prime uscite, tra amichevoli e partite ufficiali, Amorim aveva trovato in Cisse e Loftus due certezze. Non che i due abbiano giocato partite prive di sbavature, ma sono riusciti ad interpretare il ruolo nel modo in cui lo richiede l'allenatore. Cisse è riuscito a legare tante volte il gioco - non parliamo solo di ieri - venendo incontro e appoggiandosi al compagno sulla fascia o su Modric, mentre Loftus ha recepito come sfruttare al meglio le caratteristiche di Chukwueze. In assoluto è difficile dire quale giocatore sia meglio dell'altro (tranne che per Rabiot, in assoluto uno dei profili di livello più alto in rosa), ma è molto più facile riconoscere chi, per un motivo o per un altro, inizia a trovare i primi automatismi voluti dall'allenatore. 

Amorim dovrà essere bravo a trovare il puzzle giusto, soprattutto fra trequarti ed esterni: a disposizione ha Cisse, Loftus, Rabiot, Pulisic, Hutchinson, Chukwueze e Moreira. Tre sono esordienti assoluti col Milan, uno sta assimilando un ruolo totalmente nuovo, Rabiot e Pulisic sono lontani dalla condizione fisica ideale e Loftus è altalenante nell'attitudine. La bravura del portoghese starà nell'usare i pezzi giusti al momento giusto, mischiando anche le carte in tavola in base all'avversario e al tipo di partita. Sarà un processo di sicuro non breve, anche se alcune situazioni (Cisse, Chukwueze) possono far essere moderatamente ottimisti. 

Poi come sempre questa è tutta teoria e analisi, mentre il campo dirà le cose come stanno veramente nel lungo periodo. Bisognerà essere intelligenti, tutti, nel capire le varie situazioni e comportarsi di conseguenza.