Nastasic, una storia condizionata dagli infortuni. Il Milan ha bisogno anche di certezze fisiche

24.09.2020 12:01 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Alberto Fornasari
Nastasic, una storia condizionata dagli infortuni. Il Milan ha bisogno anche di certezze fisiche

Che il Milan avesse un problema in difesa lo si poteva già intuire da qualche settimana, quando, al momento della ripresa degli allenamenti, Romagnoli non si è riunito al resto del gruppo. Lo scorso anno la retroguardia milanista ha retto grazie all'onnipresenza del capitano rossonero, capace di giocare ininterrottamente (senza saltare un minuto) dal 25 agosto 2019 al 21 luglio 2020. Se l'infortunio al polpaccio si fosse presentato in un periodo antecedente, il Milan avrebbe dovuto affrontare numerose partite con solo due centrali a disposizione. La situazione era leggermente migliorata col recupero di Duarte, ma la positività al tampone ha privato Pioli del suo terzo elemento, tant'è che, senza nuovi innesti, il tecnico emiliano potrà contare su due soli centrali da qui fino alla sosta di ottobre.

LA CARRIERA DI NASTASIC - In queste settimane si sono rincorsi tanti nomi per la retroguardia rossonera, alcuni costosissimi, altri meno, spesso dissimili l'uno dall'altro. L'ultimo di questi profili, e probabilmente il meno oneroso, è Matija Nastasic, vecchia conoscenza del calcio italiano. Nel 2011/12, quando aveva appena diciannove anni, il calciatore serbo disputò un'ottima stagione alla Fiorentina, una vetrina che gli aprì le porte del Manchester City fresco vincitore della Premier League. All'epoca ventenne, il nativo di Valjevo giocò 21 gare da titolare in campionato e 5 in Champions League, a dimostrazione di una personalità non indifferente. Quello che appariva come un prospetto luminoso dovette però fare i conti con gli infortuni: nel 2014 un problema al ginocchio gli fece saltare tutta la seconda parte della stagione, mentre uno stiramento lo tenne fuori lo tenne fuori da novembre a dicembre, prima del trasferimento allo Schalke a gennaio. La fortuna gli voltò nuovamente le spalle il 15 agosto 2015, quando si ruppe il tendine d'Achille alla prima uscita, tenendolo fuori sostanzialmente per un anno intero. Dal 2016 al 2018, pur soffrendo di qualche guaio muscolare, Nastasic riuscì finalmente a trovare una discreta continuità, ma in aprile dovette dare forfait causa ginocchio, rientrando la stagione successiva, l'unica senza infortuni dal primo anno al City. Una parentesi breve, dato che negli ultimi dodici mesi si sono presentati altri problemi che gli hanno fatto accumulare appena 1.364' nella scorsa Bundesliga.

LE NECESSITÀ DEL MILAN - Le qualità e l'esperienza del giocatore non si discutono, ma i problemi fisici sono una sfortunata costante nella sua carriera. Se il serbo riuscisse a ritrovare continuità potrebbe rappresentare un affare vantaggioso, ma il Milan, complice la precarietà di altri difensori della rosa, necessita di un calciatore che dia sicurezza anche dal punto di vista fisico. Nastasic, out dal 5 settembre per un taglio alla testa, difficilmente potrebbe essere pronto per giocare prima della sosta di ottobre, al termine della quale rientrerà certamente almeno Alessio Romagnoli, quando l'emergenza sarà verosimilmente rientrata. Lo scorso gennaio emersero dubbi simili su Kjaer, ma le differenze erano sostanziali: il danese aveva accusato solo qualche piccolo infortunio negli ultimi anni, mentre quelli dell'ex viola sono stati ben più gravi e numerosi. Il Milan dovrà quindi valutare con attenzione per capire se il classe '93 valga o meno la scommessa: bisognerà però decidere in fretta, perché l'emergenza difensiva rischia di diventare abissale.