No, stavolta no. Siete stati ingenerosi. Se ci fosse stato Theo, quell’altro assist… Stavolta no

No, stavolta no. Siete stati ingenerosi. Se ci fosse stato Theo, quell’altro assist… Stavolta noMilanNews.it
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Oggi alle 14:00Primo Piano
di Antonello Gioia

Quella di ieri non è stata una partita memorabile: in generale, nei dettagli, nelle prestazioni dei singoli giocatori. Forse qualcuno che si è distinto più degli altri c’è, anche se, come sempre, l’attenzione era più rivolta verso qualche singolo. Leao, prima di tutti, chiaramente. La sua prova è stata abbastanza continua rispetto al solito: non ha fatto un po’ il pigro e un po’ lo svogliato come successo a Verona, non è stato totalmente assente come contro l’Udinese, ma ci ha provato: movimenti, voglia di ricevere il pallone, qualche uno contro uno, un paio di conclusioni alte.

Due azioni top
Se il Milan ha creato qualcosa, si deve ringraziare Leao. Nel primo tempo, abbastanza povero di occasioni, il portoghese ha servito con una grande giocata Bartesaghi, il quale, però, non ha capito l’assist del compagno; ah, se ci fosse stato Theo Hernandez, il pallone sarebbe arrivato quasi certamente nell’area di porta. Poi, nel secondo tempo, la chance più grande della partita: Leao scambia con Rabiot e Pulisic, serve il liberissimo Saelemaekers che colpisce in pieno l’incrocio dei pali. Leao ha messo due volte l’uomo solo in area di rigore.

Eppure…
Eppure è stato fischiato, ancora una volta, per la seconda partita consecutiva casalinga. Stavolta, forse, in maniera un po ingenerosa. Anche perché Leao ci ha provato, si è sbattuto nei limiti del suo carattere e delle sue caratteristiche, ha sicuramente fatto meglio di alcuni dei suoi colleghi offensivi. Ma, allora, perché? Forse si, la gente è stanca di aspettare la sua consacrazione definitiva. Ed è vero. Anche se quest’anno ha anche delle attenuanti, tra condizione fisica e ruolo. Però, dai, i fischi non sempre, anche se legittimi. Bravi a chi lo ha applaudito. E ce ne sono stati.