Prevenire è meglio che curare: è questo il motto del Milan per tornare ad alti livelli

05.06.2021 19:30 di Pietro Andrigo Twitter:    Vedi letture
Prevenire è meglio che curare: è questo il motto del Milan per tornare ad alti livelli
MilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"Anticipare e non rincorrere" non è soltanto un comando applicabile in campo calcistico ma anche un comandamento di vita per chi conosce l’importanza della programmazione. Chi, sul terreno di gioco e ora dietro una scrivania, ha dimostrato di comprendere l’importanza di queste parole è Paolo Maldini, ex leggenda rossonera e ora dirigente del Milan che ha mostrato di saper compiere anticipi verbali e decisioni strategiche con la stessa eleganza e prontezza con cui contrastava gli attaccanti avversari. L’ormai famoso caso Donnarumma-Maignan e le recenti voci su una possibile replica nella vicenda Calhanoglu, in particolare, insegnano come il Milan di Maldini non aspetti nessuno ma anzi applichi strategie precise e concordate da tempo. La base per il successo, d’altronde, non si costruisce per caso ma con un’attenta programmazione.

IL BENE DEL MILAN - Paolo Maldini, oltre che un grande campione, può essere definito come un ‘messaggero di tranquillità’. Ascoltando il direttore sportivo rossonero parlare, infatti, l’inquietudine per determinate situazioni si trasforma in una rassicurante serenità. Il motivo? Semplice: ogni tifoso rossonero in cuor suo sa che l’obbiettivo primario di Maldini è il bene del Milan e che qualsiasi decisione da lui presa va in questa direzione. In questo senso, le smentite sulle trattative o le conferme su acquisti pronti ad essere chiusi arrivano da analisi di una dirigenza capeggiata da un calciatore e da un uomo che vuole il bene del Milan quanto quello di ogni tifoso rossonero. Questo chiaramente può rassicurare sulle strategie rossonere considerato che Maldini, Massara e l’area scouting rossonera ha pronte più alternative per rinforzare la squadra.

LE IDEE PER IL FUTURO - La frase di Maldini ‘La Champions è un punto di partenza’ non rientrano nella categoria delle parole di circostanza ma in un concetto in cui l’eterno 3 rossonero e tutto l’ambiente Milan crede fortemente. Per trasformare le premesse di questa frase in realtà, senza dubbio servono giocatori forti e giovani promettenti ma sopratutto ‘nomi da Milan’. Ecco perchè i rossoneri, senza dubbio, non seguono solo De Paul per la trequarti o Giroud per l’attacco ma hanno sul proprio taccuino una serie di profili che possono rinforzare la rosa di Pioli. La volontà di rafforzare il centrocampo o l’esterno, così come altre zone del campo, quindi sarà perseguita con la stessa decisione con cui sono arrivati il colpo Maignan e il riscatto di Tomori; acquisti preparati, di livello e figli di una strategia di una dirigenza che, come detto prima, è guidata non da un professionista disinteressato ma da un dirigente preparato e coinvolto nell’amore per il Milan.