La Gazzetta e la versione di Maignan: "Rosso? Gesto non voluto"

La Gazzetta e la versione di Maignan: "Rosso? Gesto non voluto"MilanNews.it
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Oggi alle 09:47Rassegna Stampa
di Enrico Ferrazzi
Mike Maignan ha spiegato che il gesto che giovedì ha portato alla sua espulsione contro il Bournemouth non è stato assolutamente intenzionale

La Gazzetta dello Sport in edicola oggi riporta la versione di Mike Maignan sull'espulsione rimediata dal portiere francese giovedì sera durante il match di Europa League contro il Bournemouth. Il capitano rossonero ha spiegato sui social: "Il mio gesto non era intenzionale. Come tutti i portieri e come in ogni partita, volevo crearmi dello spazio nella mia zona. Sfortunatamente, questo ha dato una cattiva immagine, in particolare ai giovani spettatori che ci guardano.  Il club, lo staff e i miei compagni sanno che tipo di persona e che tipo di capitano io sia. Conoscono le mie intenzioni e mollare non ne fa mai parte.  Per il resto, siamo abituati alle interpretazioni date da alcune persone e da certi media". 

Dopo il cartellino rosso rimediato  giovedì, Maignan ha subito parecchi insulti razzisti sui social e ieri il Milan è intervenuto con un comunicato ufficiale a sostegno del suo giocatore: "A seguito della partita di ieri contro il Bournemouth, Mike Maignan è stato bersaglio di gravi e inaccettabili insulti razzisti sui social media. AC Milan condanna con fermezza ogni forma di razzismo e discriminazione, comportamenti inaccettabili che non trovano spazio né dentro né fuori dal campo. Il Club esprime la propria piena solidarietà e il proprio sostegno a Mike e ribadisce il suo costante impegno nella promozione dei valori del rispetto, dell’inclusione e dell’uguaglianza. Questi sono i valori di AC Milan. Infine, dobbiamo restare uniti, come Milanisti e come movimento calcistico italiano. L’unico modo per riportare il calcio italiano dove merita di stare è fare fronte comune e dare il meglio di noi stessi, sia individualmente che collettivamente. Vogliamo tutti vincere, ma dobbiamo farlo nel modo giusto, con dignità, rispetto reciproco e classe".