Bacca non sorride, il Milan e Montella si. A gennaio basta equivoci: chi vuol essere lieto sia, di doman non v'è certezza

Bacca non sorride, il Milan e Montella si. A gennaio basta equivoci: chi vuol essere lieto sia, di doman non v'è certezzaMilanNews.it
mercoledì 2 novembre 2016, 00:00Editoriale
di Furio Fedele

Il sorriso di Carlos Bacca è diventato merce rara qui al Milan. Non è un mistero che l’attaccante colombiano e il il club rossonero avessero deciso di dirsi addio all’inizio del mercato estivo. Silvio Berlusconi aveva intenzione di puntare sulla coppia Lapadula-Pavoletti per il suo Milan made in Italy e, dal canto suo, il colombiano aveva deciso che un altro
anno senza Coppe sarebbe stato davvero troppo per il suo orgoglio di bomber di razza. Poi il passaggio di Unai Emery («Il mio allenatore preferito» aveva più volte pubblicamente sottolineato lo stesso Bacca) dal Siviglia al Paris St. Germain, aveva eccitato il delantero rossonero al pensiero di poter tentare la sorte con Emery addirittura in Champions League. Come si sia sviluppata, in realtà, la situazione è cosa nota: Bacca è rimasto in (vana) attesa di un cenno del suo mentore mentre solo il West Ham, poi eliminato addirittura nei preliminari di Europa League, si era presentato con l’offerta giusta (30 milioni di euro) in grado di soddisfare la richiesta economica del Milan.



NO SMILE. Carlos Bacca, quindi, sorride sempre meno. A maggior ragione nell’ultimo mese di ottobre dove non ha segnato un solo gol nei 420' disputati fra Serie A (272') e nazionale colombiana (148'). Un record assai negativo per il «cecchino» sudamericano che, blòccato con soli 6 gol al suo attivo, sta perdendo anche il contatto con la vetta dei cannonieri del campionato italiano. A gettare benzina sul fuoco ci pensa, puntualmente, anche Sergio Barila, l’agente di Bacca. Che, anche la scorsa settimana alla vigilia della gara casalinga contro il Pescara, ha puntualizzato che il suo assistito è sempre in attesa di una chiamata di qualità. Dal canto suo Unai Emery si è pentito di aver dato retta a Cavani
che, finalmente diventato...orfano di Ibrahimovic, aveva espressamente chiesto al nuovo tecnico di restare l’unico e il solo attaccante di riferimento del nuovo Paris St. Germain. Ma il pallottoliere dei suoi gol, nonostante sia già in doppia cifra, non sta recando al team francese quelle certezze che solo Ibra sembrava in grado di poter garantire.

PANCHINA. Intanto sembra, miracolosamente, allungarsi la panchina a disposizione di Montella. Da quest’oggi, quando riprenderanno gli allenamenti dopo 48 di riposo post-Pescara, dovrebbero allenarsi in gruppo anche Antonelli e Mati Fernandez. Entrambi potrebbero essere abili e arruolabili, almeno per la panchina, in vista della trasferta (domenica,
ore 15) di Palermo. Come al solito Vincenzo Montella, oltre ad avere ragione, è stato anche di parola: Mario Pasalic, che domenica contro il Pescara al suo esordio assoluto milanista ha disputato una mezz’ora di gioco di sostanza e qualità, può essere utile alla causa rossonera. Il tecnico, fra l’altro, ha lanciato anche un messaggio ben preciso: «Se potessi, lo comprerei...». Così come avrebbe fatto, nell’estate 2012, con Marco Verratti che è andato, all’asta, al Paris St. Germain. Per i pochi che non avessero ancora ben capito Montella pretende, a ragione, un mercato a sua immagine e somiglianza. Basato sui giovani, anche se non necessariamente tutti italiani, di ottime speranze ma già di concrete certezze.