Basta con Ibra, il Milan deve pensare a un futuro senza di lui. Tomori e Diaz, meglio di Romagnoli e Calhanoglu. Posto in Champions sempre più vicino

02.03.2021 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Basta con Ibra, il Milan deve pensare a un futuro senza di lui. Tomori e Diaz, meglio di Romagnoli e Calhanoglu. Posto in Champions sempre più vicino

La prima considerazione di carattere generale, dopo la convincente prestazione di Roma, riguarda il doppio impegno del Milan in campionato e in Europa League. A prescindere dal risultato, la squadra di Pioli ha dimostrato che la sofferta gara di giovedì sera contro la Stella Rossa non ha inciso sul rendimento dei rossoneri, per cui il Milan può e deve continuare a correre su entrambi i fronti, senza snobbare la coppa nel timore di pagare il dispendio di energie nell’inseguimento a un posto per la prossima Champions. E’ vero che il Manchester United vale molto di più della Stella Rossa, ma una squadra che ha saputo risollevarsi nel modo migliore a livello caratteriale e atletico, dopo il doloroso uno-due subito dallo Spezia e dall’Inter, non deve sentirsi sfavorita in partenza nel prossimo confronto con gli inglesi. E per lo stesso motivo, se è tornato a vincere nella serata più temuta, il Milan può ragionevolmente pensare di essersi quasi guadagnato il prossimo accesso alla Champions League. La classifica, che conta più dei numeri sul possesso-palla e dei chilometri percorsi, dice infatti che i rossoneri hanno 8 punti di vantaggio sulla Roma, quinta, che in realtà sono 8 e mezzo in caso di arrivo alla pari grazie ai confronti diretti favorevoli. E’ vero che il Napoli, a meno 9, potrebbe portarsi a meno 6 se battesse la Juventus nel recupero, ma cambierebbe poco. Per i meriti dei rossoneri e per i demeriti della Roma, della Lazio e dello stesso Napoli, è difficile immaginare che la squadra di Pioli precipiti alle loro spalle. E sottolineiamo di Pioli, perché è lui il principale artefice dello straordinario campionato del Milan. Soltanto grazie alla sua coraggiosa decisione, infatti, Romagnoli dopo una serie di partite gravemente insufficienti è rimasto in panchina, malgrado i suoi gradi di capitano. I fatti hanno dato ragione al tecnico, perché Tomori al fianco di Kjaer ha formato una coppia quasi perfetta, anche se i due si conoscono da poco. Avanti con Tomori, quindi, il migliore dei tre acquisti invernali, visto che Mandzukic è kappaò e Meité non ha mai convinto. E avanti anche con Brahim Diaz, che merita di strappare il posto da titolare a Calhanoglu, un po’ acciaccato e molto ridimensionato dopo i bagliori di inizio stagione, perché la freschezza di chi ha giocato meno fin qui sarà preziosa nel finale di stagione. Il discorso vale anche per sua maestà Ibrahimovic, che guarda caso si è infortunato proprio alla viglia della sua discussa partecipazione al festival di Sanremo e salterà almeno quattro partite. Un caso, appunto, che non deve però far passare in secondo piano il vero problema, legato alla tenuta fisica di Ibrahimovic, un grande professionista che comunque compirà 40 anni il prossimo 3 ottobre. E allora, ripensando ai precedenti infortuni, tipici dell’età che avanza come dimostrano i ripetuti guai del trentaseienne Chiellini, bisogna avere il coraggio di programmare un futuro senza Ibrahimovic e i suoi prossimi eventuali impegni extracalcistici. Lo svedese è stato fondamentale per il rilancio del Milan, che però nel frattempo ha dimostrato di saper vincere anche senza di lui, perché la squadra è maturata a livello caratteriale proprio grazie al suo esempio e al suo carisma. E’ giusto, quindi, ringraziare Ibrahimovic, magari offrendogli un nuovo ruolo da dirigente sempre vicino alla squadra, anche per coprire il vuoto lasciato da Boban, ma è altrettanto giusto non trascinare un rapporto che rischierebbe di concludersi con un finale malinconico. Per il bene di Ibrahimovic, del Milan e di tutti i tifosi rossoneri.