Basta televisione! Cupio dissolvi. Un SOS ignorato! Allegri come Robinson Crusoe. Igli Tare come Venerdì

Basta televisione! Cupio dissolvi. Un SOS ignorato! Allegri come Robinson Crusoe. Igli Tare come VenerdìMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

No, no, no, non mi rassegno. Sentire alle mie spalle la voce di Maurizio Compagnoni, che commenta la partita Real Madrid-Bayern Monaco, non deve diventare un’abitudine. Squadre eliminate spesso, quasi sempre dal nostro Milan, fin dai tempi della presidenza Carraro.

Non so quando, perché, come, ma voglio rivivere quelle meravigliose vigilie, i fremiti di San Siro, gli applausi all’inno della Champions, le urla di gioia dopo una rete dei ragazzi. La stessa felicità, gli stessi abbracci dei vecchi tifosi rossoneri, per festeggiare il primo gol del Milan nella prima edizione della Coppa dei Campioni, autore Amleto Frignani, nel lontano 1 novembre 1955. Avversari i tedeschi del Saarbrücken. Primo club italiano a partecipare. Primo club italiano a vincerla. All’Europa manca il Milan. Lo ha sempre ammesso Florentino Pérez, come anche Uli Hoeneß e altri dirigenti dei top club europei.

Sono partito da questo breve remind, indirizzato ai dirigenti rossoneri, che forse, a volte, non si rendono del tutto conto da quale alta responsabilità siano stati investiti quando sono stati messi a guidare il nostro caro Milan. Lo dimostra la loro perdurante assenza in trasferta, nel momento topico della stagione, quando i giocatori hanno bisogno non solo della presenza di Max Allegri e di Igli Tare, ma anche di quella, magari silente, della dirigenza.

Sono giorni delicati quelli che attendono la squadra, dopo la sconfitta di Napoli. Sono tornati a suonare le loro trombe i denigratori di Max Allegri, che, a lungo, hanno sofferto in questi mesi, smentiti nei loro pessimistici pronostici. Comprensibili quelli dei critici neutrali, ai quali non piace il gioco del tecnico livornese. Assolutamente inconcepibili invece quelli dei sedicenti tifosi rossoneri, che, pur di avere ragione, vorrebbero il disastro finale. Un tremendo “Cupio dissolvi”, sentimento incomprensibile perché deve essere terribile tifare contro la propria squadra. Una penitenza da mitologia greca, nel momento della stagione che dovrebbe vedere l’unione di tutto il popolo rossonero, coeso per spingere il Milan verso la qualificazione alla prossima Champions League.

Ora devono essere i giocatori del Milan, bravi a rispondere, con le loro campane, alle trombe dei detrattori in un campionato che li vede oggi, per la prima volta, cadere al terzo posto.

Non è un Milan brillante, non è un Milan divertente e spettacolare quello visto nei primi mesi del 2026. La domanda che molti si pongono riguarda la ragione di queste difficoltà nel trovare una manovra più fluida, più veloce e più intensa. Non è facile la risposta. Molti attribuiscono questo calo di rendimento e di prestazione alla perdurante crisi del reparto d’attacco. Il sig. Allegri, il tanto vituperato Max Allegri, aveva lanciato da Milanello, lo scorso dicembre, il suo SOS alla proprietà perché la squadra aveva bisogno di rinforzi, per CONTINUARE A LOTTARE PER LO SCUDETTO. Ma, freddi come il sangue di un crotalo, i dirigenti hanno risposto: “No money. No euros”. Per poi costringere i plenipotenziari del mercato prima a cercare un bomber senza spesa in attacco. Quindi fermandoli dai tentativi per Disasi, utile almeno sul piano della quantità. Per poi improvvisamente trovare 30/40 milioni per il povero Mateta, alle prese però con un grave problema fisico.

Mah!!!

Di chi è dunque la colpa? Certamente di Allegri, di chi se non di Allegri, che molti vogliono dimenticare non aver mai potuto contare su Leao e Pulisic al 100%, su Gimenez, fuori per infortunio, su Füllkrug, subito fratturato, e sul vero Nkunku, spesso lontano dal campione visto in Germania. Con questi problemi in attacco, molti continuano a sostenere che sarebbe utile sguarnire il centrocampo, a scapito della saldezza difensiva, con uno spettacolare offensivo 4-3-3, poco supportato, ripeto, dalla condizione del portoghese e dell’americano. Potrebbe essere una scelta sciagurata, anche se, viste le ultime difficoltà, qualche accorgimento potrebbe essere preso. Anche se il più bel rimedio potrebbe essere semplicemente il ritorno alla miglior forma di Leao, che però sia sempre chiaro sulle sue condizioni fisiche.

Speriamo di vedere una pronta reazione nella prossima, complicatissima partita contro l’Udinese, per conquistare gli ultimi punti fondamentali per ritornare in Champions League. Da protagonisti, però, non da comparse. Gli SOS di Allegri però devono essere visti, ascoltati, recepiti, per evitare che rimanga senza aiuti, come un Robinson Crusoe del terzo millennio, magari in compagnia solo del fidato Igli “Venerdì” Tare!