Berlusconi e Galliani tutori e garanti del Milan vincente, giovane, made in Italy e..cinese
Il derby ha avuto un vincitore: Silvio Berlusconi è stato consacrato da un’ovazione immensa da parte del popolo rossonero dove la scenografia della Curva Sud ha esaltato 30 anni di successi, di emozioni e di ricordi indelebili. La lunga notte post-derby è proseguita con il presidente che, concessosi quasi all’alba ai cronisti, ha voluto fare chiarezza sulla sua volontà. Chi si aspettava un testamento è rimasto deluso. Già poco prima del fischio d’inizio il numero 1 rossonero aveva spiazzato un po’ tutti rispondendo con un minimo di beffarda incertezza alla domanda che tutti si aspettavano. «Questo sarà il mio ultimo derby? Non credo sarà così...» ha detto. Ribadendo il concetto dopo cena senza timore e il benchè minimo ripensamento. Evidenziando in 4 nitidi e precisi paragrafi la sua volontà: 1) presidente onorario senza la nomina di un altro presidente a latere; 2) la possibilità di interagire sulle scelte di mercato; 3) la necessità di poter dialogare e scegliere con il tecnico strategie e soluzioni tattiche; 4) la necessità di avere con sè nella nuova società il fidato e inossidabile Adriano Galliani.
NO PROBLEM. La coreografia hollywoodiana di San Siro ha ingentilito anche gli ultras più duri e puri. Dopo diverso tempo non si sono più alzati dalla Curva Sud cori contro Galliani. Evidentemente qualcosa è cambiato. Tutto questo sta accadendo a una manciata di giorni dal closing di una vicenda che ha ormai quasi due anni di vita. Fra mille progetti, altrettanti problemi, addirittura milioni di euro promessi e mai mantenuti. Almeno fino allo scorso 4 agosto quando la Sino-Europe Sports ha bonificato 100 milioni di euro a Fininvest. Sfilandosi, però, dal mercato estivo che, nonostante la modestia della qualità rapportata alle altre «big» della Serie A, ha visto Montella gestire molto bene una situazione che avrebbe messo in difficoltà molti altri suoi colleghi. Costretti a gestire un gruppo di lavoro, quello reduce dalla precedente stagione, quasi totalmente sfiduciato e, sulla carta, poco reattivo.
SCENARI. Cosa accadrà a questo punto? Lo stesso Silvio Berlusconi è sicuro che il closing si faccia. Non potrebbe essere diversamente, anche perchè il numero 1 rossonero non vuole certo concedere degli alibi agli acquirenti cinesi che sembra abbiano oggettive difficoltà a veicolare sull’iban di Fininvest i 420 milioni di euro previsti dal closing. All’alba di ieri il presidente Berlusconi non sembrava molto turbato da un possibile dietro-front, il secondo consecutivo dopo che già Mr. Bee aveva fallito clamorosamente l’obiettivo nonostante avesse conquistato la piena fiducia di Berlusconi e di Fininvest che avevano offerto fiducia incondizionata al manager thailandese. Quindi Berlusconi è pronto a soccorrere il suo...Milan nel caso in cui l’attesissimo closing non vada in porto. Il restauro del Milan lezioso e pretestuoso degli ultimi anni sta dando dei frutti eccellenti. Il secondo posto in classifica, imprevisto e imprevedibile fino a qualche settimana fa, dimostra che la politica sportiva di Casa Milan è eccellente. Giovane, made in Italy e, se possibile, cinese: perchè no? Ma Silvio Berlusconi e Adriano Galliani ne rivendicano la paternità.

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