Chi ben comincia è a metà dell'opera. Montella deve sfatare un altro tabù, ma il mercato condiviso è troppo complicato
Buon Anno? Meglio aspettare la fine per dirlo, senza sbilanciarsi troppo in questo inizio di 2017 che presenta, al momento, molte, troppe incognite. In campo e fuori. In attesa del closing (fino al 3 marzo ci attende una lunga e intensissima maratona...) bisogna dimostrare con i fatti che la cura-Montella è quella giusta. Fin qui ha dato buoni
risultati (in campionato) e ottimi profitti contro l’imbattibile Juventus. Ma il tecnico rossonero è atteso da altri esami importanti, fondamentali. Dopo aver interrotto lo stra-dominio bianconero (7 vittorie in campionato e 2 in Coppa Italia) negli scontri diretti, adesso Montella deve fare i conti con il suo recente «score» di allenatore.
TABÙ. Come certificato dagli amici e colleghi di Tuttosport «dal mese di gennaio 2012 a quello del 2016, fra Catania, Fiorentina e Sampdoria, Montella ha giocato 22 partite, collezionando appena 22 punti, frutto di 5 vittorie, 7 pareggi e ben 10 ko. La storia dell’Aeroplanino a gennaio, dunque, fa “paura”, soprattutto se paragonata al rendimento negli altri
mesi: si va dai 2 punti di media a ottobre (42 in 21 gare) all’1,36 di ottobre (30 in 22), con il solo mese di aprile a scendere (1,48) sotto l’1,5». Quindi il Cagliari si presenterà domenica come un impegno da non sottovalutare. Anche se proprio i rossoblù (ma questa volta al «Sant’Elia») propiziarono, involontariamente, lo scatto in avanti del Milan di Allegri il 6 gennaio 2011. Quando l’esordiente Cassano servì, con il suo inimitabile...contagiri, l’assist che permise a Strasser di
superare il Cagliari nel finale di una sfida più che mai propiziatoria e beneaugurante verso il diciottesimo Scudetto.
POKER. Questo mese di gennaio presenta un «poker» d’autore. Cagliari e Napoli a San Siro; Torino e Udinese lontano da casa. Inoltre la sfida del «Grande Torino», in programma fra due domeniche, sarà preceduta giovedì dall’ottavo di finale (in gara unica) a San Siro. Un ambo importante sia per Montella che per Mihajlovic che aveva iniziato la sua avventura
granata con il rocambolesco 2-3 di Milano. Dove lo stesso Montella si era illuso di poter rivedere il miglior Bacca autore di una tripletta, con tanto di pallone requisito a fine partita, come vuole la tradizione, da regalare al primogenito. Fare previsioni è quanto meno azzardato. Meglio dimenticarsi presto del punticino racimolato in ben 180' contro Roma e
Atalanta in prossimità della vittoriosa trasferta di Doha.
DOPPIA TESTA. È inutile avventurarsi in spericolati «testa o croce» a Casa Milan. Tanto viene sempre fuori...testa. Quella «doppia» che strattona da una parte e dall’altra la condivisione di una gestione societaria più che mai azzardata con due gruppi di potere spesso in contrapposizione. A farne le spese potrebbe essere, almeno per quanto riguarda il mercato, il
malcapitato Montella. Che cerca di far quadrare i conti in campo, ma le quotazioni del suo Milan, almeno in questo ultimo scorcio di campionato, sono decisamente al ribasso. La lunga volata invernale in febbraio vivrà una coda non meno impegnativa. Sampdoria (domenica 5), Bologna (tre giorni dopo, l’8, in trasferta, recupero della penultima d’andata) e Lazio
(lunedì 13, all’Olimpico) daranno un’altra frustata, si spera positiva alle ambizioni di questo Milan.

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