Claudio, Marco e Adriano. Giù le mani da Tonali. Gigio e il resto

27.03.2021 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Claudio, Marco e Adriano. Giù le mani da Tonali. Gigio e il resto

Ieri, nel giorno dell'ottavo anniversario della salita al cielo di Claudio Lippi, è uscito dall'ospedale Adriano Galliani. Non può essere solo un caso. E non è un caso. Purtroppo Adriano non riceverà il messaggio di felicitazioni del suo caro, carissimo Marco Bogarelli, al quale era legatissimo umanamente e affettivamente, Ma con il "Boga" lassù il Milan ha un grandissimo tifoso in più ad ispirare la squadra e le nostre partite. E' giusto che i nostri giocatori sappiano che attorno a loro c'è un mondo di storia e di passioni sempre in movimento, sempre profondo. E quando vanno in campo è a questo che devono pensare. Tutelare la squadra, giocare per il compagno, non lasciare mai sola la squadra. Perchè il nostro unico vero patrimonio di vita e di passione è la nostra maglia, i nostri colori, che sono lo sfondo della nostra vita. Attorno a noi, non c'è nulla per cui valga la pena discutere o accalorarsi. Lo dico anche al giovanotto che esulta per i gol di una squadra di Milano che non è il Milan. Rebic non ha rivolto "offese" all'arbitro Pasqua. Ma l'offesa. Una, solo una. E che non è nemmeno la fine del mondo. Prima informarsi, poi informare e poi tifare. 

Io prendo posizione in ogni caso, perchè lo sento nelle corde, solo per Sandro Tonali. Lo sa bene Sandro che bisogna migliorare, che bisogna crescere ancora, che il tratto di strada fatto quest'anno è stato importante, ma non è ancora l'optimum. Il punto d'arrivo è ancora di là da venire. In questo senso Sandro mi ricorda davvero Demetrio Albertini. Il nostro metronomo di Besana Brianza era una colonna, era elegante, era serio, era professionale, ma i tifosi e i media non riuscivano a sciogliersi davvero per lui. C'era sempre la sensazione che potesse fare di più. Tonali verrà spesso accompagnato da queste aspettative. Perchè uno a testa alta e a petto in fuori come lui, deve sfondare la porta e dirigere l'orchestra da primo violino consumato in ogni partita. Questo è l'immaginario collettivo, il percepito, che fungerà da stimolo costante nei confronti di Sandro. Detto che deve ancora crescere e ancora migliorare e che questo è solo il suo primo anno nel Milan, anche no il resto. Ma certo, anche no. Ho letto su un grande quotidiano, "follia Tonali" per l'espulsione decretata dal direttore di gare spagnolo con l'Under 21. Due espulsioni ha ricevuto Sandro in questa stagione: ingiusta quella di Benevento e ingiusta e avventata anche questa. Il termine "follia" era evidentemente il pretesto per usare il rosso per discutere il ragazzo. Il tutto per un gesto assolutamente involontario. A Franco Baresi poi è stato chiesto: Tonali, che succede? Ma cosa deve succedere perdonatemi? Capisco perfettamente che la parte scintillante di fine gara di Firenze da parte di Bennacer ha indotto tutti a cogliere quanto sia mancato il campione algerino al centrocampo rossonero e quindi Tonali....Ma attenzione: Tonali ha caratteristiche più simili a quelle di Kessie che a quelle di Bennacer. E di Kessie si è iniziato a parlare in certi termini dopo i suoi primi due campionati al Milan. Sandro è solo al primo. E anche se la squalifica di 3 giornate è spropositata, Sandro faccia tesoro dell'esperienza e faccia spallucce. Continui a crescere, appoggiato dall'affetto e dalla fiducia di tutti i Milanisti.

Gigio? Ho fiducia. Tomori? Fantastico, ma 28 sono tanti se tutti i prestiti che abbiamo in giro non si tramuteranno in acquisti effettivi. Speriamo nella Champions, nella volontà del giocatore osannato a gran voce sui social anche dai tifosi del Chelsea ahinoi e speriamo nell'ennesimo atto di coraggio e di disponibilità da parte della nostra proprietà. Il resto? Buona settimana delle Palme.