Donnarumma, Tomori e Pioli sul podio dei rinnovi, per misurare la volontà di Elliott. Ibra come Buffon, Calhanoglu in coda perché Diaz cresce

23.03.2021 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Donnarumma, Tomori e Pioli sul podio dei rinnovi, per misurare la volontà di Elliott. Ibra come Buffon, Calhanoglu in coda perché Diaz cresce

Tanto presente e tantissimo futuro. Tra sogni di scudetto, contratti da rinnovare, riscatti da far valere, si avvicinano i giorni decisivi per capire che Milan sarà. Dieci partite diranno in quale posizione si concluderà il primo campionato intero del Milan di Pioli, che stramerita il ritorno in Champions per quanto ha fatto fin qui. Poi sapremo chi rimane e chi parte, incominciando dai nomi più importanti. E’ facile pensare a Ibrahimovic, che grazie alla rete di Firenze ha appena stabilito un nuovo record, perché a 39 anni e 169 giorni è il primo giocatore capace di segnare 15 gol in serie A. In attesa di pensare al suo futuro, dovrebbero però esserci altre priorità, per un’evidente e importantissima ragione anagrafica. E allora, nel nostro podio delle conferme, sul gradino più alto mettiamo Donnarumma che a 22 anni rappresenta il futuro del Milan e può ripetere la straordinaria carriera del grandissimo Franco Baresi, capitano a 22 anni in serie B, dopo essere già stato campione d’Italia, prima di diventare campione d’Europa e del mondo. E’ vero che Raiola è un osso duro, ma Donnarumma vuole rimanere e lasciarlo partire per una divergenza di pochi, sia pure importantissimi, milioni sarebbe sbagliato perché in ogni caso poi bisognerebbe spendere ancora di più per trovare un suo sostituto, comunque mai del suo valore. Prima il rinnovo di Donnarumma, quindi, e subito dopo il riscatto della rivelazione Tomori, fissato a 28 milioni. Possono sembrare e in effetti sono tanti, ma non troppi perché Tomori può diventare il nuovo Thiago Silva del Milan, una certezza per il futuro. Era dai tempi di Nesta, infatti, che il Milan non aveva un difensore così rapido e così bravo nell’anticipo, perché Romagnoli ha altre caratteristiche e a questo punto, forse, un altro futuro lontano dal Milan, se Gabbia continua a crescere alle spalle di Kjaer.

Sul terzo gradino del podio mettiamo Pioli, il vero segreto del Milan, perché soltanto grazie al suo carattere la squadra si è sempre risollevata nei momenti più difficili, dopo il derby e dopo l’eliminazione dall’Europa League. A dimostrazione del fatto che la stanchezza è un comodo alibi tipicamente italiano, dai dirigenti agli allenatori, dai giocatori ai tifosi, fino a noi giornalisti, il Milan meno di tre sere dopo la sconfitta contro il Manchester United ha vinto alla distanza con una grande rimonta sul campo della riposatissima Fiorentina. La verità, quindi, è un’altra: contro gli inglesi era mancato Ibrahimovic, o comunque un attaccane vero che sia all’andata sia al ritorno avrebbe sfruttato meglio dei vari Leao e Rebic tutte e occasioni create dalla squadra. E qui appunto arriviamo a Ibrahimovic, che malgrado il suo fisico straordinario ha già saltato per infortuni vari – Covid escluso - 11 partite su 28 di campionato. Puntare ancora sullo svedese per la prossima stagione è un grosso rischio, quindi. Se lui volesse continuare, si potrebbe proporgli un ruolo di uomo-squadra senza garantirgli un posto da titolare per tutte le partite. L’ipotesi è quella di un ruolo alla Buffon, sempre presente nello spogliatoio e sempre pronto a giocare, ma con la presenza di un altro centravanti in grado di offrire piene garanzie a livello tecnico e fisico.

Tra i tanti contratti da rinnovare, c’è infine anche quello di Calhanoglu, che a Firenze è riuscito finalmente a segnare il suo primo gol su azione in questo campionato, il secondo dopo quello su rigore contro la Lazio. Covid a parte, che lo ha frenato soltanto dopo Natale, è un bilancio negativo per un trequartista che gioca con la gloriosa maglia numero 10 di Rivera. E quindi, prima di sparare cifre folli per il suo rinnovo, Calhanoglu può mettersi in coda, perché Brahim Diaz che ha giocato molto meno di lui e spesso nemmeno come trequartista ha segnato due gol come lui e tutti su azione, dimostrando di possedere personalità, velocità e tiro. E’ vero che anche lui come Tomori è in prestito e il Real Madrid chiede 20 milioni per il riscatto. Ma se Calhanoglu ha mercato, conviene venderlo al miglior offerente e con il ricavato riscattare Diaz, che tra l’altro ha 21 anni, sei meno del turco. Un modo, tra l’altro, per soddisfare il desiderio di Elliott di puntare sui giovani. Anche se la proprietà, cui va dato atto di avere speso per il mercato invernale, andrà giudicata per le altre decisioni. A cominciare dal rinnovo di Donnarummma.