Ecco quanto spende Elliott. Brahim come Pirlo

01.01.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Ecco quanto spende Elliott. Brahim come Pirlo
MilanNews.it

Ho notato sulla Gazzetta dello Sport di fine anno una analisi secondo la quale quello del Milan attuale sarebbe una sorta di limbo, una gestione mirata ad uno dei primi quattro posti ma senza uno sbocco reale per tornare a vincere qualcosa di rilevante. Dubbi e ragionamenti di carattere giornalistico, che hanno fatto da contraltare sul mio canale Youtube a molti sfoghi da parte dei tifosi. Sfoghi arrivati in autonomia, stimolati da nessuno in particolare: "Se vogliamo vincere dobbiamo spendere", "La nostra proprietà si accontenta", "Vincere non è nei programmi", "Non siamo l'Arsenal", etc. Avrei potuto rispondere che il Milan non ha mai detto di essere arrivato alla fine del cammino di risalita dallo sprofondo economico ereditato e che per arrivare alla sostenibilità vera (quella di Napoli e Atalanta per intenderci) c'è ancora metà percorso da completare. O che per vincere in Italia ed essere competitivi in Italia, è indispensabile il nuovo stadio. Ma sarei stato respinto con perdite: propaganda, aziendalismo etc. Ho letto con attenzione allora l'articolo settimanale di Max Bambara, avvocato molto professionale con tantissimo Milan nell'anima e nel cuore, per Derbyderbyderby.it. Questa la sua analisi: "Ebbene i numeri ci dicono che, dall’estate 2018, ossia da quando Elliott è il proprietario del Milan, la squadra rossonera è il club di Serie A che ha investito maggiori risorse sui cartellini dei giocatori nel rapporto fra entrate ed uscite. I dati che sono stati utilizzati per quest’analisi sono stati tratti tutti dal sito Transfermarkt.it. Il Milan, nelle ultime sette sessioni di mercato (dall’estate 2018 all’estate 2021) ha un differenziale negativo di 217,79 milioni di euro fra entrate ed uscite (spese totali 416,57 mln, entrate totali 198,78 mln). Segue la Juventus con un differenziale negativo di 200,63 milioni di euro (spese 656,8 mln, entrate 456,17 mln) e poi la Roma con un differenziale negativo di 159,99 milioni di euro (spese 476,85 mln, entrate 316,86). Più staccate negli investimenti complessivi il Napoli con un differenziale negativo di 88,85 milioni di euro (spese 359,37 mln, entrate 270,52 mln), l’Atalanta con un differenziale negativo di 13,74 milioni di euro (spese 246,4 mln, entrate 232,66 mln) e l’Inter con un differenziale negativo di 12,93 milioni di euro (spese 445,82, entrate 432,89). La società nerazzurra risente inevitabilmente dell’ultima sessione di mercato estiva nella quale è stata costretta a cedere, per ragioni di bilancio, Hakimi e Lukaku. Si tratta di due cessioni senza le quali il differenziale negativo dell’Inter sarebbe stato sui livelli di quello della Roma (attorno ai 160 milioni di euro)". Riparto io e immagino l'obiezione: ah sì? Abbiamo speso così tanto? Allora abbiamo speso male...Raccolgo e interpreto. Sulla cifra complessiva evocata da Max pesano molto i primi due mercati di Elliott, quello estivo 2018 di Higuain e Caldara, quello invernale 2019 di Paquetà e Piatek. Bagni di sangue. Mercati che poi il Milan non ha più fatto. Dovevano essere i mercati della svolta. Svolta che non hanno dato. Sfumata allora la via breve per rilanciare il Milan, la proprietà rossonera ha scelto la via certosina. Quella del metodo, della duttilità fra giovani prospetti e campioni esperti, quella di contemperare la virtuosità dei conti e il valore sportivo della rosa. E' nato così il percorso, che non ti fa vincere domani mattina, è vero, ma che ti dà credibilità, valore cammin facendo, spessore complessivo. Senza dimenticare che il mercato, molto costoso anche quello, dei Leao e dei Rebic, dei Theo e dei Bennacer, questo Milan ha avuto il coraggio di farlo nonostante l'accordo che teneva il club fuori dalle coppe europee e dai loro ricavi. La costruzione è ancora in corso, ma la prima pietra è stata messa lì.

Vi ricordate settembre e ottobre? Quanti articoli e quanti scenari: ma come è bravo Brahim Diaz...ma davvero come è bravo, ma è così bravo che attento Milan il Real se lo riprende...ricordati che è solo in prestito...Poche settimane dopo ed ecco il nuovo scenario: Brahim Diaz è sparito, Brahim Diaz è debole fisicamente, caro Milan ti ci vorrebbe un Calhanoglu per sostituirlo. Il calcio mediatico italiano è esattamente questo: due mesi top e ti portano via dalla sera alla mattina, due mesi senza acuti e sei da buttare. Senza fare alcun tipo di paragone, per qualità e caratteristiche, fra Andrea Pirlo e Brahim Diaz, ricordo che la pregiudiziale fisica era un motivo di critica per Ancelotti quando mise il fuoriclasse bresciano al centro del campo davanti alla difesa rossonera. Critiche al diapason, quando con Pirlo in mezzo al campo la Juventus vinse, volando via in contropiede il centrocampo rossonero, 2-1 lo scontro diretto nel novembre 2002. Fu allora che Andrea si mise di buzzo buono e decise che dal punto di vista fisico si sarebbe preparato sempre di più e sempre meglio. Critica smontata negli anni. Del resto, a centrocampo, il tema del contrasto e del tempismo nell'intercetto, era particolarmente cruciale. Brahim è di un livello diverso da quello di Pirlo, gioca in una zona diversa di campo e ha altre caratteristiche che non deve perdere per appesantirsi sul piano fisico. Anche se ricordo bene, contro la difesa molto fisica della Juventus, come colpiva e come volava a Torino Brahim nello scorso mese di maggio, credo che come fece Pirlo anche Diaz deve trasformare la critica in un punto d'onore. Lottare sempre di più sui contrasti degli avversari ed essere atleticamente e fisicamente sempre più pronto. Si può fare, Tanti Auguri di buon 2022 a tutti.