Falcao, Zaza e Maldini, tre sogni per un nuovo Milan. Ma prima bisogna avere le idee chiare sul futuro
Sono i giorni dell’attesa, tra speranze e paure, con un’unica certezza: a fine giugno sapremo quale Milan nascerà, o meglio rinascerà, dopo il primo sesto posto della squadra ottenuto con la gestione italo-cinese. Al di là di qualsiasi ipotesi e previsione, i tifosi rossoneri meritano di rivedere in futuro un Milan in lotta per lo scudetto e protagonista in coppa, quella vera della Champions, non quella di consolazione e sempre snobbata dell’Europa League. Ma siccome nemmeno il grande Milan di Berlusconi e Galliani ha vinto al primo anno, occorre procedere con molta pazienza e altrettanta calma, anche se nel calcio tutti vogliono vincere in fretta.
Comunque si concluda questo decisivo mese di giugno, con il verdetto dell’Uefa e la disperata caccia del presidente cinese Mr Li per reperire i 32 milioni del prossimo aumento di capitale, il d.s. Mirabelli e il tecnico Gattuso fanno bene a ragionare in prospettiva, pensando ai necessari ritocchi per alzare la famosa asticella degli obiettivi.
Fermo restando che Romagnoli, con il suo gradito rinnovo del contratto, ha confermato di essere un punto di forza per la difesa del presente e del futuro, non ci possono essere dubbi nemmeno sulla rinnovata fiducia a Cutrone che con i suoi 20 anni e i 10 gol (senza rigori) al primo campionato in serie A, nemmeno da titolare, merita di stare più in campo che in panchina, nel Milan e non in prestito altrove. Inoltre, è fondamentale la ricerca di un centrocampista di qualità, che sappia smarcare le punte e non si limiti a giocare in orizzontale come Biglia. Ma per puntare in alto occorre soprattutto un grande goleador che possa affiancare Cutrone in un attacco a due punte, o possa alternarsi a lui come unica punta. In questo senso, per la sua esperienza e per le sue qualità, il nome più gettonato e più azzeccato è sicuramente quello del colombiano Falcao, che ha subito mostrato il suo gradimento a un eventuale trasferimento al Milan, guarda caso proprio nel ritiro di Milanello, dove ha preparato i mondiali con la sua nazionale. In alternativa, ma anche in aggiunta come jolly di lusso, ecco l’affamato Zaza che sicuramente potrebbe far meglio sia di Andrè Silva, sia di Kalinic, destinati a partire.
E infine c’è quel nome affascinante di Paolo Maldini, un’icona del passato che spesso ritorna sui giornali, ma non torna mai in società. Questo sarebbe il vero sogno,garanzia di una nuova epoca di successi, perché Maldini con la sua competenza e la sua esperienza sarebbe il dirigente ideale per disegnare un Milan vincente come il suo. Peccato, però, che un anno fa Maldini abbia già rifiutato le proposte di Fassone, poco convinto dai progetti di questa proprietà. E quindi non rimane che aspettare tempi migliori, quando ci sarà maggiore chiarezza e maggiore solidità economica ai piani alti della società rossonera. Tempi migliori che prima o poi dovranno arrivare. Per Maldini e soprattutto per questo Milan, che si aggrappa ai primi sogni d’estate per cercare di dimenticare i problemi del presente.

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