Firenze fa scoprire paure e differenze. Cambiare modulo si può. Rinnovo Maignan: ecco cosa manca

Firenze fa scoprire paure e differenze. Cambiare modulo si può. Rinnovo Maignan: ecco cosa mancaMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Una settimana fa, da questo spazio, parlavo dei sedici risultati utili consecutivi che il Milan ha incamerato in campionato e che ieri sono diventati diciassette. Ma la partita di Firenze è stata la peggior prova dell’ultimo periodo dei rossoneri, dove la squadra è apparsa ancor di più scarica a livello fisico e mentale. Gli errori clamorosi di Christian Pulisic nel primo tempo hanno consegnato un foglio bianco al destino della partita, che la Fiorentina aveva portato dalla sua con il gol di Comuzzo. Per fortuna c’è stato il gol del pareggio di Nkunku, la traversa provvidenziale di Brescianini e l’ottima uscita bassa di Maignan su Kean a salvare il pareggio. Ma ancora una volta, questo Milan ha mostrato due volti dentro la partita. E alla lunga questo non può essere e non sarà un fattore positivo. Anzi. La sirena deve suonare forte, perché non si può scampare sempre il pericolo come accaduto contro Genoa e Fiorentina.

La preoccupazione arriva anche da altri due fattori: l’aspetto fisico e dal dislivello qualitativo che c’è tra le prime e le seconde linee. Partiamo dal primo punto: ieri il Milan è apparso poco reattivo sulle seconde palle, poco lucido nelle scelte di diversi singoli e costantemente slegato a livello di posizioni preventive. Allegri ha più volte chiesto a Gabbia di ridare ordine alle spaziature, ma non sempre il messaggio è permeato ai compagni. La Fiorentina è apparsa più arrembante e più decisa, tanto è vero che nel finale ha avuto le chance per vincerla. Il secondo aspetto riguarda la rosa: gli investimenti fatti fino ad oggi su Ricci e Jashari non hanno dato i frutti sperati. L’ex Torino ha cercato di mettersi sul podio del direttore d’orchestra, ma è apparso scolastico, lento nelle letture e prevedibile nelle scelte. Jashari ha ancora la scusante del tempo, ma il credito non è infinito. Giovedì con il Como sarà complicata, tostissima, ma se è vero che c’è bisogno di tutti, è altrettanto vero che quando si tocca l’architrave portante, gli altri non rendono come i titolari. È il rovescio della medaglia della rosa costruita in estate. C’è da recuperare in fretta brillantezza fisica e mentale, perché i punti lasciati per strada sono tanti e dovranno esser ripresi nel girone di ritorno.

Ma il dubbio che viene è: non è che il 3-5-2, in certe situazioni, è una soluzione tattica che limita un po’ il Milan? Ieri Füllkrug ha dimostrato di poter essere un ottimo appoggio per i compagni, ha mandato in porta per due volte Pulisic (alla sua peggior prestazione sotto porta da quando è al Milan) e ha abbassato la Fiorentina consentendo alla squadra di salire bene. Dentro un 4-3-3 o 4-2-3-1, magari potrebbe essere interessante vedere come potrebbe sviluppare il gioco il Milan, che è una delle poche squadre a giocare con gli esterni di centrocampo con i piedi forti per arrivare al cross.

Rinnovo Maignan: adesso viene la curva finale per arrivare al traguardo, ovvero le commissioni per l’agente di Mike. È da metà dicembre che dentro ogni articolo su Maignan si sottolinea questo aspetto e ora il Milan dovrà fare un passo importante per poter far accendere quella luce verde che ha indicato anche Igli Tare nel pre partita di ieri. Kebe chiede una commissione alta perché, in sostanza, il Milan deve “ricomprare” il cartellino di Maignan. La sensazione è che le parti, alla fine, troveranno un punto d’incontro anche perché oggi, far saltare il banco così, sarebbe ampiamente controproducente per tutti.