Dal Brasile: André, il Corinthians ora chiede 22 milioni. Il Milan valuta se ritirarsi o andare dalla FIFA

Dal Brasile: André, il Corinthians ora chiede 22 milioni. Il Milan valuta se ritirarsi o andare dalla FIFAMilanNews.it
Oggi alle 18:50Calciomercato Milan
di Manuel Del Vecchio

Il Corinthians ha chiesto circa 133 milioni di real (circa 22 milioni di euro) per il centrocampista André. Le trattative con il Milan sono ancora in corso, mentre il club italiano sta valutando le prossime mosse, riporta ESPN Brasil.

Durante un nuovo incontro per definire il futuro del giocatore, il Corinthians ha ribadito di non volerlo cedere alle cifre precedentemente concordate con il Milan. Secondo quanto riportato da ESPN, la dirigenza brasiliana si aspetta ora un’offerta più alta per proseguire la negoziazione: circa 22 milioni di euro. Il presidente Osmar Stabile, in prima linea nella trattativa, ha respinto la proposta complessiva di 17 milioni di euro (per il 70% dei diritti economici del cartellino), pur senza chiudere definitivamente la porta a un accordo. Il club resta quindi in attesa di un nuovo passo ufficiale da parte dei rossoneri.

Al momento tutte le opzioni sono sul tavolo. Il Milan sta valutando internamente se ritirarsi dalla corsa, presentare una nuova offerta oppure addirittura rivolgersi alla FIFA, facendo leva sui documenti già scambiati tra le parti, per cercare di far rispettare l’intesa iniziale. Dal canto suo, André resta intenzionato a trasferirsi a Milano. Ha già raggiunto un accordo verbale con il club italiano per un contratto quinquennale fino a giugno 2031. Ha tuttavia messo che in chiaro che non forzerà per la propria cessione e auspica che le parti trovino una soluzione condivisa.

La scorsa settimana il Corinthians aveva di fatto impostato l’operazione sulla base di 15 milioni di euro fissi più 2 milioni di bonus, mantenendo inoltre il 20% sulla futura rivendita. Nonostante l’intesa fosse in fase avanzata – soprattutto tra gli uffici legali dei due club – l’operazione è stata bloccata all’ultimo momento proprio dal presidente Stabile, che ha giudicato insufficienti le cifre proposte e da allora mantiene una posizione molto rigida.