Guardia alta a Cagliari, Soldi di qua o soldi di là.

19.03.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Guardia alta a Cagliari, Soldi di qua o soldi di là.
MilanNews.it

Ed eccoci qua, al termine di una settimana vissuta tutta con il vento in faccia. Per me, per noi, è stata la lunga attesa di Cagliari-Milan, partita complicata e dura. Ma attorno a noi è stata la settimana del mercato, degli annunci pro-Barcellona, dei progetti futuri, dei peana scudetto. Tutto tranne Mazzarri, tutto tranne il Cagliari. Ma noi sappiamo e lo dobbiamo sapere che se dovessimo sbagliare Cagliari o quella dopo Cagliari o l'altra ancora, torneremmo in un attimo ad essere quello che in moltissimi, insospettabili o meno, non vedono l'ora di vederci tornare: quelli che passano di lì per caso, gli incompiuti, i giovanotti, quelli che non spendono, quelli scarsi, quelli favoriti (!!!) dagli episodi arbitrali (!!!). Questa settimana hanno chiacchierato un po' meno di noi perchè hanno dovuto pensare prima alle loro cose. Ma hanno già la lingua in canna, pronta a srotolare veleni, velenucci, velenelli e velenastri. Speriamo che la loro attesa sia la più lunga possibile, ma nella vita e nel calcio tutto può essere. In ogni caso a proposito di attese, quando qualche notizia sui confronti fra l'Uefa e gli altri club italiani? Tutto bene? Si sa qualcosa solo del Milan perchè gli altri scoppiano di salute progettuale ed economica a tal punto che hanno già risolto tutto? O si tiene tutto sotto silenzio, per carità di patria...Lo scopriremo, prima o dopo qualche recupero di campionato lo scopriremo. 

A proposito, mi sgolavo la scorsa estate, quando il carro era stravuoto, sul fatto che l'operazione Donnarumma sarebbe costata 100 milioni e quella Maignan 40, con un saldo più di 60. E quindi che nessuno aveva perso a zero nessuno. Zitto tu, l'obiezione più gentile. Oggi, mesi dopo, rivedo la stessa tesi in editoriali dalla firma sopraffina e prestigiosa. Bene. Ma c'è dell'altro. Non desidero affatto nessuna resa dei conti fra l'Uefa e nessun club calcistico, ma desidero che il massimo ente regolatore del calcio europeo rifletta sul "caso Milan". E ci rifletta bene e a fondo. Ad esempio: se il Milan avesse rinnovato qualche contratto importante, dichiamo negli ultimi 10 mesi, avrebbe speso, malcontati, 40 milioni di euro in commissioni. Milioni che sarebbero usciti dal perimetro del gioco del calcio e sarebbero finiti in altre direzioni. Quei 40 invece li ha spesi per acquistare Maignan, Tonali e un quarto di Tomori, portando i soldi nelle casse di Lille, Brescia e Chelsea, tenendoli dentro quindi il mondo del calcio. Ecco perchè l'ente regolatore deve chiarire il prima possibile, a livello normativo, se oltre alle società di calcio nel nostro sport come devono muoversi le altre società, quelle che guadagnano molto di più ma che non giocano a calcio. Lo spirito della sentenza Bosman, che ho personalmente visto nascere più di 25 anni fa, era quello della libera circolazione delle professioni e delle persone. Lo spirito non era quello della creazione di convitati di pietra che drenano il grosso delle risorse economiche dei grandi club. Risorse che scarseggiano sempre più e per le quali proprio le stesse società sono poi chiamate a rispondere dalla Uefa. Il calcio oggi è strano: quando si ragiona sul futuro di un giocatore ci sono tre interlocutori, quando si va a rapporto dall'Uefa si è solo in due, la società di calcio e l'ente regolatore. E il vero proprietario del cartellino dov'è in questo caso? Non mi permetterei mai di gettare ombre sulla professione dell'agente rappresentante dei calciatori, figura legittima e sacrosanta che lavora tanto, duramente e con passione. Mi riferisco ad alcuni casi estremi e ai macro problemi economici che derivano da queste situazioni. Il grande calcio convive quotidianamente con flussi di denaro privi di sovrintendenza normativa e di principi legislativi a livello sportivo. Quando ne parliamo?