Ho telefonato a Usain Bolt per capire...
Venerdì notte, dopo Juventus -Milan, ancora con un umore tra l’irritato, il nervoso e il demoralizzato, ho dormito male. Per questo motivo, ho avuto un sogno misto a un incubo. Lavoravo su Internet per raggiungere Usain Bolt, il più grande velocista di tutti i tempi, il Campione Olimpico della velocità, la persona giusta per soddisfare una mia curiosità. Dopo tre squilli, mi parlava con il suo accento giamaicano. “Hallo. Who’s there?”. “Buongiorno” gli rispondevo, presentandomi. Con il mio inglese figlio delle trasferte natalizie per seguire le vittorie degli Spurs, gli spiegavo i motivi della mia telefonata. ”Ieri è stato fischiato un rigore perché un giocatore del Milan, correndo ha toccato con il braccio il pallone scagliato da meno di due metri .Volevo sapere da te se sia possibile correre con le braccia dietro la schiena o attaccata al fianco ? Solo tu puoi chiarire la dinamica”. Sembrava francamente sorpreso dalla mia domanda. “Una volta –mi raccontava – ho provato in allenamento a correre senza mulinare le braccia, in un modo di muovermi totalmente innaturale. Vuoi sapere in quanti secondi ho chiuso i cento metri? In diciassette secondi, otto in più del mio record Mondiale. Quindi facile la risposta. E’ impossibile!”.
Non mi aspettavo una risposta diversa. E' stata la conferma di una assioma indiscutibile ,che non aveva calmato però la mia irritazione, quando mi sono svegliato ,sabato mattina. Poi un altro accadimento non ha certo contribuito a rendere più sereni i giorni successivi. No, non quando ho scoperto, con un moto di delusione che qualche milanista di provata fede fosse certo che la decisione della coppia Massa/Doveri, anzi Doveri/Massa sia stata quella giusta, anche se la maggioranza degli opinionisti abbia criticato il fischio dell’arbitro di Imperia in una situazione che di sicuro non ha assolutamente nulla. Rispetto ogni parere, ma già è un Milan, Club e Squadra, circondato come una carovana da una tribù di Seminole, stessimo tutti uniti magari potremmo difenderci meglio. Non quando qualcuno mi ha scritto: “Che cosa c’entra l’arbitro?!? Siamo stati dominati!!”. Nessuno mi aveva informato che sia cambiato il regolamento. Non contano evidentemente più i gol o le parate, ma è l’arbitro che assegna la vittoria ai punti, come in un match di boxe. Comunque, fosse così, mi auguro che i dirigenti rossoneri chiedano alla Uefa la restituzione della Coppa persa a Istanbul, dove il Milan aveva dominato per 114 minuti su 120.
Ho sorriso amaro ,quando invece ho letto ,che ancora una volta ,in un match contro la Juventus, siamo alle prese con le righe tracciate per indicare la posizione di fuorigioco di un giocatore, come è capitato due anni fa. Polemiche sulla linea bianca che indicava la posizione di Tevez, nel 2015. Sbagliata, senza esitazioni, quella sulla rete di Bacca. Nemmeno quando ho avuto la ennesima conferma che qualche giocatore ,che ha indossato la maglia rossonera regalandoci emozioni indimenticabili, poi entrato, grazie al Milan, nell’empireo delle Leggende, oggi purtroppo parli con malcelato fastidio, con incredibile freddezza della sua ex squadra ,del suo ex Club, colpevole di chissà quali sgarbi nei suoi confronti. In questi tempi certo meno aulici rispetto a qualche anno fa, i Ragazzi avrebbero invece bisogno di una forte vicinanza e di un maggior rispetto anche dagli ex Campioni, proprio per le prestazioni sempre generose, anche brillanti sul piano del gioco ,sempre totali sul piano dell’impegno. Peccato uscire così male dall’affetto delle gente milanista ,che sempre ha applaudito i suoi idoli lontani!
Ho tirato un sospiro di tristezza invece quando ho visto la fotografia di uno dei sette gol dell‘Inter, nel match contro l’Atalanta. Sullo sfondo dell’immagine, in secondo piano, ho notato quel muro di folla, che sempre ha accompagnato le foto del Milan ,fino a qualche anno fa. Passerà la rabbia per l’ennesima .. sfortuna allo Stadium, ma mi auguro di rivedere presto anche un muro rossonero a ogni partita dei Ragazzi. Non voglio pensare che il tifoso del Milan abbia abdicato definitivamente, ma solo per un momento contingente, dovuto alle delusioni in campo e sul mercato, arrivi e partenze. Anche se andare a San Siro per assistere a una partite del Milan, dovrebbe essere sempre una Festa!
Chiudo, confessando che non fossi al corrente che nello spogliatoio della squadra ospite, a Torino, fossero appesi quadri che ricordano i successi bianconeri. Volevo chiedere ai responsabili rossoneri dello Stadio per quale motivo non avessero provveduto anche a San Siro a mettere ricordi dei trionfi rossoneri negli spogliatoi dell’avversario. Poi ho rinunciato perché un amico mi ha suggerito la risposta .Per i giocatori ospiti, ci sarebbe stato spazio solo nelle …docce

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